AVATAR

E’ partito a dicembre 2009 il progetto biennale AVATAR “Added Value of teAching in a virTuAl woRld”, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Programme, sottoprogramma Comenius e che durerà fino a novembre 2011.

E’ uno dei primi progetti a livello europeo che riguarda i mondi virtuali nella didattica e per questo motivo andrà tenuto sotto stretto controllo prossimamente, quando i docenti inizeranno a “riempire” la pagina ora vuota dei “Prodotti”.  La brochur del progetto chiarisce che i destinatari sono docenti e studenti delle superiori coordinati da un consorsio di varie università europee, ma più interessanti sono le motivazioni del perché il progetto utilizzi i Mondi Virtuali (abbreviando MV) che riporto volentieri per intero, con l’aggiunta della spiegazione di cosa questi, siano:

“Che cos’è un Mondo Virtuale?

Un mondo virtuale è un ambiente simulato basato sui computer creato affinché gli utenti possano abitarlo ed interagire attraverso avatars. Questa esperienza di solito è rappresentata sottoforma di umanoidi bi/tridimensioanli (o altri avatars grafici o testuali).
Il “mondo virtuale” solitamente è un ambiente 3D simile al mondo reale, con regole del mondo reale come gravità, topografia, locomozione, azioni in tempo reale, e comunicazione

Quali sono i benefici nell’utilizzo dei MV per l’insegnamento e l’apprendimento?

“Il virtuale (dal latino virtualis che viene da virtus = forza, potenza) non è una categoria che si oppone al reale, come per troppo tempo si è creduto. Il virtuale è un nodo problematico, perché ha dentro di sé tutte le potenzialità da cui può scaturire l’essere in una sua entità specifica. È, per usare un semplice immagine dal sapore aristotelico, il seme che si attualizza nella pianta, anche se non si esaurisce in essa. Per questo è ammissibile anche il processo inverso, il processo di virtualizzazione. È un processo creativo, opposto all’attualizzazione e che trascende l’oggetto, inserendolo in un campo problematico e di relazione più vasto.” Pierre Lévy

I MV sono un recente e potente “media” che può essere utilizzato per realizzare attività didattiche. Grazie alle simulazioni in 3D ed all’interazione fra learning objects e Avatars, all’interno di un mondo virtuale è possibile realizzare efficacemente molte attività didattiche attraverso la simulazione e la creazione di esperienze che vanno oltre a quello che è possibile fare nel mondo reale. Il mondo virtuale è altamente immersivo e coinvolgente e rende piacevole l’attività di apprendimento, oltre al fatto che offre funzioni avanzate rispetto al web, come la simulazione interattiva o la progettazione collaborativa sincrona. In sintesi l’utilizzo dei MV implica una serie di vantaggi rispetto alla tradizionale formazione in aula o nei laboratori. In particolare:
– permettono di realizzare esperienze formative impossibili da realizzare nella realtà
– permettono agli studenti di esprimere appieno la loro creatività
– consentono un tipo di approccio didattico collaborativo.  Si introduce il concetto di Workgroup Collaboration, usato nella particolare accezione di “Collaborative Virtual Environment” (CVE) che si definisce come un ambiente supportato da strumenti ed ambienti digitali che facilitano la collaborazione.
– promuovono l’apprendimento perché sono coinvolgenti per chi apprende e per chi insegna. Il web 3D, cioè un web dove i contenuti sono presentati in modalità tridimensionale, rende sicuramente più interattiva e suggestiva la comunicazione tra gli individui che utilizzano questo mezzo.”

Che dire se non mi sembra quasi di averle dette io queste frasi, da quanto sono in sintonia coi miei pensieri!

Suggerisco di scaricare il primo interessante numero della E-newsletter di AVATAR e anche di rispondere al questionario per docenti.

Unico neo dell’intero progetto: è rivolto esclusivamente alla scuole superiori e ai loro insegnanti! 🙁

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