Archive for maggio 2014

Addio, maestra Edda!

Forse, ci eravamo dimenticati un po’ di lei, presi dai “gironi” burocratici che si sovrappongono l’uno all’altro. Ma la maestra Edda non si era mai scordata della scuola: era la sua passione. Quando la vidi la prima volta sembrava una nobildonna: il profilo aristocratico, estremamente colta, figura snella e aggraziata, sempre ben vestita. La incontrai nei corridoi un po’ bui della scuola Primaria L.Santucci, quando ancora vi lavorava, circa trent’anni fa.

Erano i tempi duri e belli della “scuola del mattino”: dopo le dodici e trenta, tutti  a casa, con i compiti da fare e le lezioni in cartella. Questo tipo di scuola aveva accompagnato in maniera quasi uniforme gli alunni che come me da piccola, iniziavano a frequentare il primo di ottobre e col sole di giugno riprendevano la loro libertà fra le strade del paese, nel periodo del boom economico italiano. Le innovazioni nella scuola tardavano a venire, un po’ come oggi, del resto, e le porte delle classi restavano chiuse a tutti: guai a far entrare qualcuno e men che mai una giovane insegnante, quel ero io a quei tempi.

Eppure la maestra Edda aveva qualcosa di diverso: la disponibilità a mettersi in discussione e quell’apertura mentale che le consentiva di vedere i giovani con benevolenza, rappresentando loro, il futuro del mondo. Sensibile e attenta, la maestra Edda amava molto i bambini, tanto che i suoi  rimproveri erano dolci e fermi:  autorevole nel suo pacato modo di esprimersi, sempre col sorriso e quella saggezza che oggi abbiamo un po’ dimenticato, e che invece ci vuole con le nuove generazioni in crescita.  Seria e riservata, di larghe vedute, mi offrì subito il suo aiuto, semmai ne avessi avuto bisogno: lavorava con impegno e non aveva tempo da perdere, ma mi dette l’impressione di gradire le idee innovative del tempo pieno, che a quell’epoca esordiva a Castel del Piano, come una novità assoluta e che avrebbe potuto cambiare volto alla scuola. Equilibrata nei giudizi, seria e gentile. La ricordo nei giorni antecedenti al matrimonio della figlia, col sorriso un po’ ombrato dai pensieri, ma determinata a far vivere quel giorno nel migliore dei modi. La ricordo con la simpatia di chi, nonostante l’età diversa, ti guarda negli occhi e si riconosce nella professione più bella del mondo: la maestra.

Qualche giorno fa la maestra Edda ci ha lasciato e voglio salutarla con l’affetto e la simpatia che contraddistingue le grandi persone, quelle che non hanno bisogno di mettersi in mostra per essere ricordate, ma che hanno  ugualmente saputo lasciare un’impronta nella storia del nostro paese.

 

Concorso Il logo più bello della Biblioteca 2014