Archive for marzo 2015

Clustrmaps.com e le mappe delle tue visite

Sul sito http://clustrmaps.com/ è possibile avere gratuitamente una geomappa con tutte le visite che ha avuto il tuo sito. L’avevo già inserita qualche tempo fa, poi era sparita tra i meandri delle nuove impostazioni del mio blog, non ancora del tutto “a modo”.

Flipboard

Oggi ho provato ad usare Flipoard. Per la verità l’ho trovato un po’ più macchinoso, rispetto a Storify o a Scoop, ma probabilemente il problema derivava da una mia vecchia iscrizione realizzata su tablet, che non riuscivo a recuperare dal pc. Quindi ne ho fatta una nuova. La raccolta degli elementi sembra facile e divertente. L’aspetto della rivista mi pare piuttosto simile agli altri due, tranne per il fatto che l’immagine della testata varia in relazione agli articoli (ma si può poi decidere quale utilizzare stabilmente). Per ora l’ho usato troppo poco per rendermi conto di pregi e difetto. Mi pare davvero molto simile agli altri due. Dopo questa fase di “rodaggio”, mi piacerebbe farci mettere le mani ai bambini: potrei provare ad assegnare a ciascun gruppo un argomento diverso e poi vedere che succede… Il link al mio Flipboard.

Alla scoperta di Scoop.it

In questi giorni sto provando strumenti molto interessanti per “dirottare” i flussi di informazioni. Dopo Storify che ho inserito in un widjet in fondo al home del mio blog, adesso è la volta di Scoop.it: avevo già provato l’iscrizione, ma come al solito, mi ero registrata senza fare nulla, tanto per provare. Adesso che ho compreso meglio le sue possibilità, mi sono accorta che l’argomento da me scelto (la didattica dei mondi virtuali) lo avevo lasciato praticamente vuoto. Così ho cercato di rimediare, sia inserndo link dai miei preferiti, sia inserendo qualcosa dai suggerimenti. Ecco cosa è venuto fuori:

La didattica dei mondi virtuali: lungi dall’essere esaustivo, in questo “canale” mi propongo di aggiungere di volta in volta gli articoli più interessanti in merito. Il sito non permette come invece fa Storiy, l’embed gratuito, e se si tenta di “forzare” inserendo nel codice un “iframe”, ecco che ti vedi riportare alla richiesta di “upgrade” dalla versione gratuita a quella permium. Questo interessante strumento potrebbe essere utlizzato anche dai miei alunni per creare flussi di informazioni su argomenti specifici, ma non so ancora come potrebbero reagire alla proposta: ci vorrà prima sicuramente un allenamento nella ricerca in Internet che ancora non ho curato. In fondo sono solo in terza elementare…ma è anche vero che sono della Generazione Z, con tutto ciò che questo comporta.

Non volendo per ora passare alla versione premium di Scoop, posso solo aggiungere un’immagine catturata dalla mia nuova “rivista” e segnalare questo sito, dove  Maura.it spiega abbastanza chiaramente i passi da fare per il suo uso corretto.

scoop

Il Piccolo Principe in Edu3D

Prove di recitazione, ieri sera in Edu3d, con Giliola e tanti altri amici. Grande emozione.

La sfida didattica: cambia il tuo insegnamento, questa è la sfida!

Ho partecipato ieri all’evento Challange to Change, dove alcuni dei più bravi insegnanti statunitensi ed italiani hanno presentato la loro metodologia basata sulla “sfida didattica”.
Kate Morrow è la prima presentare il metodo basato su tre principi: “creatività – creare per imparare – mettere in piazza” . La prima cosa da fare è  porre al l’alunno la domanda su cosa lo preoccupa. Ad esempio verrà fuori, fra i tanti argomenti, la generalizzazione di “Come le azioni dell’uomo hanno impatto nell’ambiente”. Molto importante è non dare subito le risposte, questa è la sfida: le risposte dovrà darle lui stesso, coi compagni. A questo punto egli forma un team e ogni team si pone domande guida: dovranno trovare da soli il modo di rispondere cercando strumenti giusti e alla fine raccoglire tutto quanto per presentarlo. Si ricorda però, che non è una presentazione tradizionale, che è richiesta al ragazzo: si darà più importanza alla parte scritta e poi all’esposizione. Cosa fare poi di tutti gli elaborati? Alla fine ad esempio, ci può essere un video in cui i vari team mostrano i risultati. In questo modo la passione e l’entusiasmo proseguono in tutte le fasi e resta sostenuta fino a stimolare nuovo impegno ad apprendere. L’insegnante collabora, non è un dispensatore di nozioni.
Il metodo parte sempre da una grande idea, che deve venire da loro: si fa un brain-storming. Ricordiamoci che é una sfida.  Assomiglia forse un po’ ai centri d’interesse di una volta, ma la metodologia è totalmente diversa, più partecipata e la collaborazione degli alunni è fondamentale.
Una domanda che allora, come docente posso farmi è : “Cosa ho bisogno di sapere, per trasformare la tecnologia nella mia scuola?”

Julie Willicot usa applicazioni come Replay e Froggen  molto coinvolgenti. Alcune non sono state realizzate per la didattica per il lavoro, quindi bisogna vedere a cosa possono esserci utili. La realtà aumentata è uno dei suoi punti di forza: l’uso di Aurasma ne è solo un esempio.

Alberto Pian mostra una sua interessantissima esperienza: un gioco dell’oca che è legato ad un libro pubblicato poi su iTunes: l’appartenenza alla piazza di questo “luogo”, fa riflettere e stimola i ragazzi a fare sempre meglio, ad essere completi e definiti nel loro lavoro di ricerca.

Questo è solo un brevissimo e non esauriente resoconto degli interventi di ieri. In questo documento di Alberto Pian e di Masini risulta chiara quale sia la vera sfida per il docente di oggi: porsi alcune domande su cosa vogliamo essere veramente come insegnanti, aiuterà senz’altro a cercare risposte in questa metodologia che toglie di torno fraintendimenti e idee aleaotorie sull’insegnamento e punto dritto al nodo della questione: la formazione degli studenti.
Allego le foto che mi aiuteranno a ricordare vari passaggi ed anche alcune delle tantissime applicazioni suggerite.

Tutta la documentazione anche per le altre giornate in Italia, su Twitter https://twitter.com/sfidadidattica , da ascoltare con attenzione.

 

Visita ad Hutura

Ieri sera ero in giro ad Hutura, su Craft, dove la ricostruzione di una piccola Stonenge invoglia a condurre i miei alunni che stanno studiando il Neolitico. Mi appunto il landmark…splendido luogo!