Archive for gennaio 2012

Il gioco della drammatizzazione nel mondo virtuale di Scuola3d

Seminario sull’uso di netbook e iPad a scuola

Stamani, 20 gennaio 2012,  mi trovo nella sede dell’Anas- ex-Irre Toscana per partecipare ad un interessantissimo seminario sull’uso di netbook e iPad a scuola, invitata extra, dato che è destinato alle Classi2.0 della scuola primaria della regione (la mia scuola non potè farne richiesta).
Fra notebook, pc, iPad spunta il noto Domizio Baldini, docente di una Classe 2.0 della scuola Media ed etutor di una Classe 2.0 delle superiori, personaggio eclettico nel mondo della scuola, dalla quale riesce ad emergere con facilità.

Il primo intervento è via Skype, col prof. Luca Toschi, docente dell’Università. Egli rappresenta quella parte universitaria che a scuola non si vede mai, che in questo caso, per le Classi 2.0, c’è.  E proprio Classi 2.0 potrebbero essere un trampolino di lancio, comunque un’opportunità speciale, dove l’uso dei tablet, smartphone, iPad… sembrano aprire nuove vie. Sicuramente il seminario di oggi mostra una scuola attiva, oserei dire una “fucina di idee”, che riescono a venire fuori così chiare e lampanti, da restarne stupita: ecco la scuola che si rinnova, ecco le esperienze più eclatanti che si stanno diffondendo, con non poca fatica, ma anche coi loro ottimi risultati, almeno così sembra… Ma vediamo le presentazioni della mattinata.
Roberta Lena e Francesca Bini della scuola di Capannori presentano la loro sperimentazione “Un computer per amico”. Consiste nell’uso di piccoli notebook, gli Abaco (Tablet ClasseMate PC) 1:1, avuti gratuitamente per l’intera classe terza. Sono stati dotati di alcuni software gratuiti, come BallaBolka (molto noto fra gli insegnanti con dislessici in aula), Audacity e altri.  Hanno poca memoria, ma sono funzionali, i salvataggi avvengono nelle pendriver. I bambini possono portare i notebook a casa per certe attività, mentre a scuola possono essere riposti in un armadio blindato. L’aula non è dotata di lim perché chi ha concesso i netbook ha suggerito di non acquistarla. Il perché: evitare il rischio che il lavoro fosse centrato sul docente, come può accadere con l’uso della LIM, anziché sugli alunni, come ci si auspicava all’avvio della sperimentazione con i netbook. Questa è una delle rare sperimentazioni della scuola italiana, la seconda che ho occasione di conoscere così da vicino, dopo quella di Paola Limone, ampiamente documentata nel web. La classe ha avuto gratuitamente anche l’uso di Aula365, una piattaforma con contenuti elaborati con una interattività “da web1.0”, che può essere introduttiva e dare spunto alle varie lezioni: in pratica lezioni preconfezionate.  Ma le vere lezioni sono preparate a casa, soprattutto con Impress del pacchetto gratuito di OpenOffice. Le insegnanti sono state supportate minimamente, da un tecnico di Canale Scuola, venuto apposta da Bolzano. Questa invidiabile esperienza che ho sognato per tanto tempo, ma senza alcuna possibilità di realizzazione nella mia realtà scolastica di montagna, troppo bella nei paesaggi esterni e come antico edificio, e troppo antiquata invece, anche per la semplice connessione wifi che comunque è presente e attiva e tale da connettere in rete tutte le aule. Vedremo poi che questo è uno dei fattori-chiave nell’uso di tutti i dispositivi a scuola.
Nel frattempo, non perdo occasione per sbirciare  l’iPad di Baldini, che di fianco a me, sta usando un programma gratuito per fare ebook con immagini e video, del quale “rubo” il nome: Creative book builder al costo di soli 2,99 Euro (uso esclusivo con l’aggiornamento del software dell’iPad alla versione 5).
Dalla discussione successiva emerge che una delle Classi 2.0  sta portando avanti un’esperienza molto simile a quella di Capannori, con difficoltà nel collegamento wifi, e principalmente puntando sul cooperative-learing. Vedremo i risultati…
Prosegue il seminario, con “Una classe ad alta tecnologia” dell’I.C. Baccio da Montelupo, sperimentazione seguita dall’Ansas ex Indire in collaborazione con la Smart Technologies, curata da Patrizia Melani e Stefania Mariotti: anche in questo caso ogni bambino ha il suo notebook (e tre!), sempre un Abaco, ma in più la lim e un tavolo multimediale di eccezionali funzioni per ogni aula. Inizialmente il notebook doveva essere usato una volta la settimana, poi il “gioco” ha preso la mano e quasi ogni giorno c’è un motivo per usarli. È stato necessario l’uso dell’wifi… per i problemi tecnici hanno potuto contare con il supporto dell’Indire, presente a scuola praticamente una volta alla settimana. La sperimentazione è stata documentata con una pubblicazione dal titolo “Ardesia Tech”, che leggo col piacere della curiosità, e con articoli sul sito Scuola Digitale e su Bricks. Siamo alla terza esperienza di uso di pc individuali per gli alunni…ma certamente in Italia altre ce ne devono essere che non conosco…
Una collega pone una questione di grande attualità: l’ostilità di alcuni nei confronti della rete con wifi e anche l’affaticamento visivo, problemi legati alla salute e alla sicurezza per i quali alcuni presidi e genitori rifuggono le tecnologie avanzate. Sulla prima questione, si capisce subito la necessità di tenere conto di molti aspetti e fonti di informazione. Il rischio di cadere in contraddizione è forte: wifi no, ma cellulari presenti dappertutto, per esempio. Prende la parola Domizio, il quale ribatte fermamente che per la maggior parte sono gli investimenti importanti a cui bisognerebbe pensare con l’ottica del migliore acquisto e non del prezzo migliore.
Riprendendo il discorso, Patrizia fa notare che i suoi alunni hanno ora una capacità di attenzione molto più sviluppata, mentre la sua collega parla della creatività e della tecnologia: ella ha notato che le due non sono in antagonismo, anzi. I bambini hanno imparato ad usare il computer in modo creativo, risolvendo a volte anche problemi di carattere pratico in un clima di solidarietà e collaborazione. Essi scoprono continuamente cose nuove, in un ambiente informale, dove loro si sentono competenti, aiutano a scoprire l’uso dei software. Questa esperienza risulta davvero affascinante per la saggia integrazione degli strumenti (p.e. quaderni e computer), ma suscita anche la constatazione che in altre situazioni anche solo l’acquisto e la messa in opera degli oggetti tecnologici sta creando difficoltà notevoli. Domando quale sia la metodologia e i criteri seguiti nello sviluppo delle lezioni e le colleghe mi rispondono che esse preparano a casa la lezione col programma di Notebook per la lim, programma presente anche nei pc dei bambini, ma talvolta la lezione può partire anche direttamente in aula…Tutti i file elaborati dai bambini vengono raccolti e classificati dallo stesso programma, e alla fine ognuno ha potuto avere i suoi “compiti” in una penna usb. Uno degli inconvenienti riscontrati riguardo ai dispositivi è stata la memoria limitata, che ha costretto anche a salvataggi esterni del lavoro alla fine dell’anno. Claudia Perlmuter, che coordina il Seminario, fa anche notare che a questo punto abbiamo assodato due elementi necessari per le nuove Classi 2.0, ma anche per tutti: la necessità di una scelta molto ponderata degli strumenti e la disponibilità della rete wireless se vogliamo sperimentare dispositivi e soluzioni di ultima generazione.

La seconda parte della giornata inizia con Domizio Baldini, che ci parla di mobil learning “Digital native on the road”.  L’attesa  è grande, per via dell’alone che circonda un po’ questo personaggio senese nel mondo della scuola.  In effetti ha una buona capacità comunicativa, inframmezzata da piccole ironie che fanno ridere tutti, ricatturando quindi l’attenzione sapientemente in un momento pomeridiano di più facile distrazione. “Pellegrini del sapere” è il sottotitolo della sua presentazione, egli proviene dall’Istit. Comprensivo Cecco Angiolieri di Siena. Parla del territorio dal quale hanno preso spunto, in particolare la famosa via Francigena, sulla quale hanno realizzato una ricerca. Sono partiti quindi, proprio dalle risorse del territorio, quali il museo dell’Antartide…. Al secondo e terzo anno essi hanno lavorato con un iPad per ogni alunno, dopo l’iPod touch; hanno il macmini server, tutti i servizi del web gratuiti e le apps per iPhone –Envernote-. Attualmente stanno sperimentando anche l’Apple TV. L’uso di Schoology è da tenere in grande considerazione. E’ un social network simile a Facebook, creato per la scuola, che consente un controllo degli stessi meccanismi che avvengono in fb, con la differenza che il gruppo è chiuso e il moderatore è il professore. Anche i genitori sono coinvolti nella sperimentazione, hanno perfino ridipinto la scuola coi colori preferiti. La scuola così realizzata non è mai stata fatta prima! Il prof. Domizio aggiunge che un questionario d’ingresso on line con documenti di Google ha permesso l’autovalutazione delle competenze cosi come se le sentono addosso gli alunni.  Quindi, siamo giunti a  quali competenze migliorare e potenziare.  Il secondo e terzo anno il questionario si ripete e si valutano al fine del terzo anno le differenze. L’idea che per lavorare ci si debba mettere seduti, ormai è superata, anche l’iPad contribuisce a rivoluzionare, soprattutto a scuola. Questo strumento può essere usato per molte attività. Per esempio, per la giornata della Memoria, durante la proiezione di un film ad hoc, sarà aperto un canale su Twitter, sul quale gli alunni scriveranno le proprie emozioni in 140 caratteri. Con Ecliker si potrà fare subito un test e l’insegnante è libero di fare “l’insegnante”. Anche con l’uso di Community Walk si possono sviluppare e documentare attività di ricerca proprio sul territorio. Ulteriori attività con 780 euro di schermo collegato con Apple tv e macminor (del valore di 600 euro circa) permette di vedere nella tv o nella lim quanto accade nell’iPad del singolo alunno. Pensiamo ad esempio di vedere nello schermo il video degli alunni con le loro risposte online che si succedono l’uno all’altro. Un’altra cosa che può essere fatta è quella di lavorare sulla correzione di elaborati, si fa una foto alla pagina, sulla foto si posso fare annotazioni (correzioni), che si proietta sullo schermo o sulla Lim. Ma in tutto questo c’è anche la criticità. Il computer è già superato e i dispositivi touch screen come l’iPad li sostituiranno, così afferma Baldini. Necessità di flessibilità e adattamento, documentazione frammentaria, individuazione di modelli esportabili, centralità dell’insegnante: questi sono i punti focali sui quali riflettere.

Dotazione minima dell’insegnante moderno 😉

Un’idea eccellente ancora di Domizio è la costruzione dell’ebook con l’ipad  grazie a Creative book builder: è possibile realizzarne uno con audio, immagini e video, al prezzo di 2,99 euro. Con Ibrainstorm si possono raccogliere le idee, tramite “post-it” da appiccicare su una bacheca virtuale. Un’app per fare le mappe, mi permette di aggiungere ciò che mi serve per organizzare il lavoro secondo i concetti. Le possibilità sono notevoli…vedi ad esempio il lavoro sulla seconda guerra mondiale che stanno realizzando alla Cecco Angiolieri. Popplet Lite è un’app gratuita che consente di gare fino a sei mappe che possono essere inserite come immagini. Anche Simple Mind Mapping ha la stessa funzione. Creative book builder ha sulla sinistra il menu e a destra l’area di lavoro. L’ebook così fatto risulta leggibile nella libreria dell’iPad, ed è in pratica un testo generativo che posso sottolineare, dove posso mettere note ecc. Alcuni accessori utili sono le custodie protettive che consentono anche di appendere l’oggetto, ma anche cavi di connessione con la lim e il videoproiettore….

Dotazione essenziale del docente iperealista 😉

La giornata si conclude con una sintesi breve di Claudia che propone saggiamente due cose:da una parte la possibilità di raccontare da parte delle insegnanti di Classi2.0 in modo chiaro anche la sceneggiatura delle loro lezioni, per comprendere meglio la nuova metodologia che si sta costruendo in queste classi dove vengono acquistate lim, notebook e i pad per insegnanti ed alunni; dall’altra la necessità di raccogliere tutte le esperienze in via di costruzione in un unico sito, dal titolo “Classi2.0 Toscana”, quale contenitore che eviti la dispersione della documentazione.
Questo seminario così ricco vorrei fosse conosciuto nella mia scuola, perché il cambiamento è davvero difficile, ma può anche facilitare il nostro lavoro e riportarci, come dice Domizio, a fare davvero di nuovo il “docente”. Certo che la mancanza di finanziamenti ormai cronica non ci consente ancora di “osare” e di saltare da quel trampolino di cui parlavo all’inizio…

Cose che accadono solo a Scuola3d…

La scuola di costruzione a Scuola3d

Siamo al primo dell’anno e un breve resoconto su quanto accade a Scuola3d, l’ambiente immersivo praticato da docenti, alunni e genitori, sembra quasi d’obbligo. Allo stato attuale, a parte i vari progetti, vedi ad esempio quello bellissimo di Blue City, la città blu, ecologica e dove il riciclaggio  è alla base di tutto, di Giuliana, ce n’è uno in particolare destinato ai docenti, piuttosto che agli alunni.  Si tratta di un progetto piuttosto seguito , il corso di Costruzione, una vera e propria scuola autogestita, dove gli insegnanti che ne hanno preso parte hanno usufruito, ma anche messo a disposizione le proprie competenze. Lo scopo era di imparare a  costruire oggetti dall’aspetto tridimensionale da importare nel mondo virtuale. Di fatto il “magazzino” di Scuola3d contiene già di per sé una grande quantità di oggetti, facilmente utilizzabili, ma a volte è necessario avere qualcosa di speciale: qualcosa di costruito dalle mani stesse dei bambini dall’inizio alla fine. Da qui la necessità di trovare programmi idonei, che potessero essere acquisiti nei loro comandi principali anche dai nostri alunni. Individuati subito, True Space e Google Sketchup, ma adesso anche Max3d sembra nel mirino …

La combinazione di più ambienti del web ha visto la necessità di riunire tutte le lezioni svolte e la grande quantità di risorse messe a disposizione, in particolare da Giuliana Finco e da Patrizia Bolzan in una zona ben precisa di Scuola3d, dove il simbolo è sicuramente quello della prima costruzione importata da Patrizia nel “mondo”, che possiamo ammirare in basso a sinistra dell’immagine sottostante: appunto la Scuola di Costruzione.  Adesso una ampio tendone a strisce bianche e rosse raccoglie tutto l’insieme e c’è forse una mezza idea di proseguire con le nuove proposte di Giuliana, alla ricerca di programmi sempre più aggiornati per le costruzioni in tre dimensioni.  Intorno al tendone, campeggiano le prime prove di inserimento di oggetti con una tecnica davvero unica, che prende gli oggetti costruiti fuori dall’ambiente  immersivo e li importa esattamente dove vogliamo. Vi terremo informati degli sviluppi!

Riferimenti utili:

  1. Il progetto ancora in fase di evoluzione
  2. Il moodle che raccoglie le lezioni e i videotutorial
  3. Il corso intero nella sua completezza presso il mondo di Scuola3d, “teleport costruzione”, da digitare nella chat testuale: raggiunrete il luogo che potete vedere nell’immagine e fare le prove di costruzione e d’importazione di oggetti esterni.
  4. Nel gruppo di Facebook di Scuola3d tutte le notizie più aggiornate.