Stamani,20 gennaio 2012, mi trovo nella sede dell’Anas- ex-Irre Toscana per partecipare ad un interessantissimo seminario sull’uso di netbook e iPad a scuola,invitata extra,dato che è destinato alle Classi2.0 della scuola primaria della regione (la mia scuola non potè farne richiesta). Fra notebook,pc,iPad spunta il noto Domizio Baldini,docente di una Classe 2.0 della scuola Media ed etutor di una Classe 2.0 delle superiori,personaggio eclettico nel mondo della scuola,dalla quale riesce ad emergere con facilità.
Il primo intervento è via Skype,col prof. Luca Toschi,docente dell’Università. Egli rappresenta quella parte universitaria che a scuola non si vede mai,che in questo caso,per le Classi 2.0,c’è. E proprio Classi 2.0 potrebbero essere un trampolino di lancio,comunque un’opportunità speciale,dove l’uso dei tablet,smartphone,iPad… sembrano aprire nuove vie. Sicuramente il seminario di oggi mostra una scuola attiva,oserei dire una “fucina di idee”,che riescono a venire fuori così chiare e lampanti,da restarne stupita:ecco la scuola che si rinnova,ecco le esperienze più eclatanti che si stanno diffondendo,con non poca fatica,ma anche coi loro ottimi risultati,almeno così sembra… Ma vediamo le presentazioni della mattinata. Roberta Lena e Francesca Bini della scuola di Capannori presentano la loro sperimentazione “Un computer per amico”. Consiste nell’uso di piccoli notebook,gli Abaco (Tablet ClasseMate PC) 1:1,avuti gratuitamente per l’intera classe terza. Sono stati dotati di alcuni software gratuiti,come BallaBolka (molto noto fra gli insegnanti con dislessici in aula),Audacity e altri. Hanno poca memoria,ma sono funzionali,i salvataggi avvengono nelle pendriver. I bambini possono portare i notebook a casa per certe attività,mentre a scuola possono essere riposti in un armadio blindato. L’aula non è dotata di lim perché chi ha concesso i netbook ha suggerito di non acquistarla. Il perché:evitare il rischio che il lavoro fosse centrato sul docente,come può accadere con l’uso della LIM,anziché sugli alunni,come ci si auspicava all’avvio della sperimentazione con i netbook. Questa è una delle rare sperimentazioni della scuola italiana,la seconda che ho occasione di conoscere così da vicino,dopo quella di Paola Limone,ampiamente documentata nel web. La classe ha avuto gratuitamente anche l’uso di Aula365,una piattaforma con contenuti elaborati con una interattività “da web1.0”,che può essere introduttiva e dare spunto alle varie lezioni:in pratica lezioni preconfezionate. Ma le vere lezioni sono preparate a casa,soprattutto con Impress del pacchetto gratuito di OpenOffice. Le insegnanti sono state supportate minimamente,da un tecnico di Canale Scuola,venuto apposta da Bolzano. Questa invidiabile esperienza che ho sognato per tanto tempo,ma senza alcuna possibilità di realizzazione nella mia realtà scolastica di montagna,troppo bella nei paesaggi esterni e come antico edificio,e troppo antiquata invece,anche per la semplice connessione wifi che comunque è presente e attiva e tale da connettere in rete tutte le aule. Vedremo poi che questo è uno dei fattori-chiave nell’uso di tutti i dispositivi a scuola. Nel frattempo,non perdo occasione per sbirciare l’iPad di Baldini,che di fianco a me,sta usando un programma gratuito per fare ebook con immagini e video,del quale “rubo” il nome:Creative book builder al costo di soli 2,99 Euro (uso esclusivo con l’aggiornamento del software dell’iPad alla versione 5). Dalla discussione successiva emerge che una delle Classi 2.0 sta portando avanti un’esperienza molto simile a quella di Capannori,con difficoltà nel collegamento wifi,e principalmente puntando sul cooperative-learing. Vedremo i risultati… Prosegue il seminario,con “Una classe ad alta tecnologia” dell’I.C. Baccio da Montelupo,sperimentazione seguita dall’Ansas ex Indire in collaborazione con la Smart Technologies,curata da Patrizia Melani e Stefania Mariotti:anche in questo caso ogni bambino ha il suo notebook (e tre!),sempre un Abaco,ma in più la lim e un tavolo multimediale di eccezionali funzioni per ogni aula. Inizialmente il notebook doveva essere usato una volta la settimana,poi il “gioco” ha preso la mano e quasi ogni giorno c’è un motivo per usarli. È stato necessario l’uso dell’wifi… per i problemi tecnici hanno potuto contare con il supporto dell’Indire,presente a scuola praticamente una volta alla settimana. La sperimentazione è stata documentata con una pubblicazione dal titolo “Ardesia Tech”,che leggo col piacere della curiosità,e con articoli sul sito Scuola Digitale e su Bricks. Siamo alla terza esperienza di uso di pc individuali per gli alunni…ma certamente in Italia altre ce ne devono essere che non conosco… Una collega pone una questione di grande attualità:l’ostilità di alcuni nei confronti della rete con wifi e anche l’affaticamento visivo,problemi legati alla salute e alla sicurezza per i quali alcuni presidi e genitori rifuggono le tecnologie avanzate. Sulla prima questione,si capisce subito la necessità di tenere conto di molti aspetti e fonti di informazione. Il rischio di cadere in contraddizione è forte:wifi no,ma cellulari presenti dappertutto,per esempio. Prende la parola Domizio,il quale ribatte fermamente che per la maggior parte sono gli investimenti importanti a cui bisognerebbe pensare con l’ottica del migliore acquisto e non del prezzo migliore. Riprendendo il discorso,Patrizia fa notare che i suoi alunni hanno ora una capacità di attenzione molto più sviluppata,mentre la sua collega parla della creatività e della tecnologia:ella ha notato che le due non sono in antagonismo,anzi. I bambini hanno imparato ad usare il computer in modo creativo,risolvendo a volte anche problemi di carattere pratico in un clima di solidarietà e collaborazione. Essi scoprono continuamente cose nuove,in un ambiente informale,dove loro si sentono competenti,aiutano a scoprire l’uso dei software. Questa esperienza risulta davvero affascinante per la saggia integrazione degli strumenti (p.e. quaderni e computer),ma suscita anche la constatazione che in altre situazioni anche solo l’acquisto e la messa in opera degli oggetti tecnologici sta creando difficoltà notevoli. Domando quale sia la metodologia e i criteri seguiti nello sviluppo delle lezioni e le colleghe mi rispondono che esse preparano a casa la lezione col programma di Notebook per la lim,programma presente anche nei pc dei bambini,ma talvolta la lezione può partire anche direttamente in aula…Tutti i file elaborati dai bambini vengono raccolti e classificati dallo stesso programma,e alla fine ognuno ha potuto avere i suoi “compiti” in una penna usb. Uno degli inconvenienti riscontrati riguardo ai dispositivi è stata la memoria limitata,che ha costretto anche a salvataggi esterni del lavoro alla fine dell’anno. Claudia Perlmuter,che coordina il Seminario,fa anche notare che a questo punto abbiamo assodato due elementi necessari per le nuove Classi 2.0,ma anche per tutti:la necessità di una scelta molto ponderata degli strumenti e la disponibilità della rete wireless se vogliamo sperimentare dispositivi e soluzioni di ultima generazione.
La seconda parte della giornata inizia con Domizio Baldini,che ci parla di mobil learning “Digital native on the road”. L’attesa è grande,per via dell’alone che circonda un po’ questo personaggio senese nel mondo della scuola. In effetti ha una buona capacità comunicativa,inframmezzata da piccole ironie che fanno ridere tutti,ricatturando quindi l’attenzione sapientemente in un momento pomeridiano di più facile distrazione. “Pellegrini del sapere” è il sottotitolo della sua presentazione,egli proviene dall’Istit. Comprensivo Cecco Angiolieri di Siena. Parla del territorio dal quale hanno preso spunto,in particolare la famosa via Francigena,sulla quale hanno realizzato una ricerca. Sono partiti quindi,proprio dalle risorse del territorio,quali il museo dell’Antartide…. Al secondo e terzo anno essi hanno lavorato con un iPad per ogni alunno,dopo l’iPod touch;hanno il macmini server,tutti i servizi del web gratuiti e le apps per iPhone –Envernote-. Attualmente stanno sperimentando anche l’Apple TV. L’uso di Schoology è da tenere in grande considerazione. E’ un social network simile a Facebook,creato per la scuola,che consente un controllo degli stessi meccanismi che avvengono in fb,con la differenza che il gruppo è chiuso e il moderatore è il professore. Anche i genitori sono coinvolti nella sperimentazione,hanno perfino ridipinto la scuola coi colori preferiti. La scuola così realizzata non è mai stata fatta prima! Il prof. Domizio aggiunge che un questionario d’ingresso on line con documenti di Google ha permesso l’autovalutazione delle competenze cosi come se le sentono addosso gli alunni. Quindi,siamo giunti a quali competenze migliorare e potenziare. Il secondo e terzo anno il questionario si ripete e si valutano al fine del terzo anno le differenze. L’idea che per lavorare ci si debba mettere seduti,ormai è superata,anche l’iPad contribuisce a rivoluzionare,soprattutto a scuola. Questo strumento può essere usato per molte attività. Per esempio,per la giornata della Memoria,durante la proiezione di un film ad hoc,sarà aperto un canale su Twitter,sul quale gli alunni scriveranno le proprie emozioni in 140 caratteri. Con Ecliker si potrà fare subito un test e l’insegnante è libero di fare “l’insegnante”. Anche con l’uso di Community Walk si possono sviluppare e documentare attività di ricerca proprio sul territorio. Ulteriori attività con 780 euro di schermo collegato con Apple tv e macminor (del valore di 600 euro circa) permette di vedere nella tv o nella lim quanto accade nell’iPad del singolo alunno. Pensiamo ad esempio di vedere nello schermo il video degli alunni con le loro risposte online che si succedono l’uno all’altro. Un’altra cosa che può essere fatta è quella di lavorare sulla correzione di elaborati,si fa una foto alla pagina,sulla foto si posso fare annotazioni (correzioni),che si proietta sullo schermo o sulla Lim. Ma in tutto questo c’è anche la criticità. Il computer è già superato e i dispositivi touch screen come l’iPad li sostituiranno,così afferma Baldini. Necessità di flessibilità e adattamento,documentazione frammentaria,individuazione di modelli esportabili,centralità dell’insegnante:questi sono i punti focali sui quali riflettere.
Dotazione minima dell’insegnante moderno
Un’idea eccellente ancora di Domizio è la costruzione dell’ebook con l’ipad grazie a Creative book builder: è possibile realizzarne uno con audio,immagini e video,al prezzo di 2,99 euro. Con Ibrainstorm si possono raccogliere le idee,tramite “post-it” da appiccicare su una bacheca virtuale. Un’app per fare le mappe,mi permette di aggiungere ciò che mi serve per organizzare il lavoro secondo i concetti. Le possibilità sono notevoli…vedi ad esempio il lavoro sulla seconda guerra mondiale che stanno realizzando alla Cecco Angiolieri. Popplet Lite è un’app gratuita che consente di gare fino a sei mappe che possono essere inserite come immagini. Anche Simple Mind Mapping ha la stessa funzione. Creative book builder ha sulla sinistra il menu e a destra l’area di lavoro. L’ebook così fatto risulta leggibile nella libreria dell’iPad,ed è in pratica un testo generativo che posso sottolineare,dove posso mettere note ecc. Alcuni accessori utili sono le custodie protettive che consentono anche di appendere l’oggetto,ma anche cavi di connessione con la lim e il videoproiettore….
Dotazione essenziale del docente iperealista
La giornata si conclude con una sintesi breve di Claudia che propone saggiamente due cose:da una parte la possibilità di raccontare da parte delle insegnanti di Classi2.0 in modo chiaro anche la sceneggiatura delle loro lezioni,per comprendere meglio la nuova metodologia che si sta costruendo in queste classi dove vengono acquistate lim,notebook e i pad per insegnanti ed alunni;dall’altra la necessità di raccogliere tutte le esperienze in via di costruzione in un unico sito,dal titolo “Classi2.0 Toscana”,quale contenitore che eviti la dispersione della documentazione. Questo seminario così ricco vorrei fosse conosciuto nella mia scuola,perché il cambiamento è davvero difficile,ma può anche facilitare il nostro lavoro e riportarci,come dice Domizio,a fare davvero di nuovo il “docente”. Certo che la mancanza di finanziamenti ormai cronica non ci consente ancora di “osare” e di saltare da quel trampolino di cui parlavo all’inizio…
Siamo al primo dell’anno e un breve resoconto su quanto accade a Scuola3d,l’ambiente immersivo praticato da docenti,alunni e genitori,sembra quasi d’obbligo. Allo stato attuale,a parte i vari progetti,vedi ad esempio quello bellissimo di Blue City,la città blu,ecologica e dove il riciclaggio è alla base di tutto,di Giuliana,ce n’è uno in particolare destinato ai docenti,piuttosto che agli alunni. Si tratta di un progetto piuttosto seguito ,il corso di Costruzione,una vera e propria scuola autogestita,dove gli insegnanti che ne hanno preso parte hanno usufruito,ma anche messo a disposizione le proprie competenze. Lo scopo era di imparare a costruire oggetti dall’aspetto tridimensionale da importare nel mondo virtuale. Di fatto il “magazzino”di Scuola3d contiene già di per sé una grande quantità di oggetti,facilmente utilizzabili,ma a volte è necessario avere qualcosa di speciale:qualcosa di costruito dalle mani stesse dei bambini dall’inizio alla fine. Da qui la necessità di trovare programmi idonei,che potessero essere acquisiti nei loro comandi principali anche dai nostri alunni. Individuati subito,True Space e Google Sketchup,ma adesso anche Max3d sembra nel mirino …
La combinazione di più ambienti del web ha visto la necessità di riunire tutte le lezioni svolte e la grande quantità di risorse messe a disposizione,in particolare da Giuliana Finco e da Patrizia Bolzan in una zona ben precisa di Scuola3d,dove il simbolo è sicuramente quello della prima costruzione importata da Patrizia nel “mondo”,che possiamo ammirare in basso a sinistra dell’immagine sottostante:appunto la Scuola di Costruzione. Adesso una ampio tendone a strisce bianche e rosse raccoglie tutto l’insieme e c’è forse una mezza idea di proseguire con le nuove proposte di Giuliana,alla ricerca di programmi sempre più aggiornati per le costruzioni in tre dimensioni. Intorno al tendone,campeggiano le prime prove di inserimento di oggetti con una tecnica davvero unica,che prende gli oggetti costruiti fuori dall’ambiente immersivo e li importa esattamente dove vogliamo. Vi terremo informati degli sviluppi!
Il moodle che raccoglie le lezioni e i videotutorial
Il corso intero nella sua completezza presso il mondo di Scuola3d,“teleport costruzione”,da digitare nella chat testuale:raggiunrete il luogo che potete vedere nell’immagine e fare le prove di costruzione e d’importazione di oggetti esterni.
Stamani faccio una breve visita ad un posto speciale,dire magico. Ci ero già tornata qualche tempo fa coi miei alunni,ma non era stato possibile fotografare meglio il magico tempio dall’esterno. Speriamo che le foto siano utili allo scopo…
È appena terminato il progetto ST.ART,di cui avevo già parlato altrove e dalla cui presentazione ero rimasta affascinata circa un anno fa:la street art era il concetto di base,un’arte spesso bistrattata e mal considerata,che ha dato invece artisti famosi nell’ambiente,anche se ancora purtroppo sconosciuti ai più. Tendenzialmente valutiamo indistamente i graffiti urbani come atti di un vandalismo estremo,mentre spesso sono espressione di un movimento artistico estremamente eclettico,polimorfo e,aggiungerei,multietnico,che può trasmettere idee sociali di grande portata (vedi ad esempio,la famosa Via dell’Amore delle Cinque Terre). Adesso ho l’opportunità di parlare al telefono con la dottoressa Daniela Di Marco,ideatrice del progetto e coordinatrice insieme alla dottoressa Monica Fasciani,che ha saputo unire elementi semplici alle potenzialità del web 3.0.
Non le pongo domande precise ed essa mi parla liberamente del lavoro svolto in un anno con i partner di progetto,tutti stranieri. Ha coinvolto lezioni di Arte e di Inglese,da oggi diponibili nel sito di riferimento e nell’area opensim dedicata. Il mio interesse era infatti scaturito oltre che dall’idea in sé,dalla “sede”del progetto:una opensim che poi ho scoperto essere nel mondo di Heritage,luogo virtuale da me apprezzatissimo,perché meta di una delle visite più indimenticabili che abbia mai svolto con i miei alunni. Ciò per il mio progetto di Fare Storia nei mondi virtuali,dove utilizzo le ricostruzioni archeologiche negli ambienti immersivi per facilitare gli apprendimenti. Proprio durante una delle mie ultime visite nell’antico Egitto,qua ricostruito secondo un interessante percorso didattico,sia pure solo in lingua inglese,qualche tempo fa,ho scoperto che St.Art aveva la sua “base”in alcune sue isole. Chiesi quindi,se era possibile avere un accesso per scoprire cosa avevano “combinato”gli alunni dei vari paesi stranieri,coi loro professori. Ma sentiamo cosa mi dice la professoresa,che mi fa da guida per una mia visita d’eccezione nella “città”dei ragazzi:l’ambiente è stato finora chiuso agli estranei,ma adesso resterà aperto nello spirito della condivisione delle risorse educative che vengono messe a disposizione di tutti gli educatori,perché possano prendere spunto da quanto è stato fatto. In pratica ci troviamo entrambe in una stanza destinata alla socializzazione nella città di St.Art.
La piattaforma adesso è stata aperta per consentire non solo di mostrare ciò che è stato fatto,ma anche di ascoltare le lezioni audio messe a disposizione dagli insegnanti di Inglese e di Storia dell’Arte e in questa seconda parte dell’anno scolastico potrebbero essere utili al programma relativo agli ultimi trend artistici dell’arte contemporanea,come da programma dei licei artistici,ad esempio,chiudendo un cerchio fra lingua Inglese e la materia d’indirizzo. Nella opensim in pratica gli alunni hanno avuto accesso fin dall’inizio ad un città portuale che rappresentava quartieri degratati da riqualificare. Ogni zona della metropoli era contraddistinto da un colore in base al tema scelto,ad esempio la comunicazione,l’intelligenza,la socializzazione ecc…che si potevano scegliere. Gli alunni che entravano,una volta personalizzato il proprio avatar,si recavano dal “sindaco”o moderatore,dal quale ricevevano una speciale pass per costruire e acquistare i colori. Dopo i primi contatti i ragazzi stessi hanno chiesto al sindaco che fosse fatta una carta etica sia per i comportamenti idonei,che per i progetti artistici. I comportamenti dovevano essere consoni al cittiadino:erano vietate le parolacce,le prese in giro,all’inizio abbastanza frequenti,fra studenti di paesi diversi,fra i quali risultavano purtroppo evidenti pregiudizi di vario tipo;una delle regole chieste dai ragazzi riguardava anche la proibizione di costruire sopra il progetto artistico sviluppato da altri. È nato quindi un regolamento necessario richiesto “dal basso”e non da chi in realtà avrebbe potuto farlo senza problemi già fin dall’inizio. Questo è stato sicuramente uno dei punti di forza del progetto e non stento a crederlo…L’esigenza di autoregalamentarsi è stata una necessità molto sentita,in un ambiente virtuale dove apparentemente la libertà era pressoché totale. Mi spiega ancora la professoressa,che in realtà essi non sono mai stati davvero liberi di fare qualunque cosa,almeno entro certi limiti. Ma torniamo al lavoro pratico:la comunicazione e l’intelligenza erano solo alcuni dei temi di cui discutere nelle lezioni bisettimanali per realizzare poi delle modifiche alla città,suddivisa in quartieri di colori diversi a seconda degli argomenti. La città andava rimodernizzata,nella zona del porto:inizialmente si pensava che essi dovessero mostrare dei progetti,ma il moderatore ha voluto che i ragazzi potessero “giocare”col nuovo strumento, aspettando che da soli trovassero il modo giusto di riqualificare la città. E così è stato. Il progetto è terminato a maggio,ma i ragazzi (più di 150,appartenenti a diversi paesi europei),si sono lasciati prendere la mano da un ambiente affascinante e fortemente coivolgente:sono tornati più volte anche successivamente per costruire e creare altri “oggetti artistici”. Quindi,allo stato attuale ci sono costruzioni che da giugno ad oggi sono state messe liberarmente messe in essere dagli alunni.
Un dato emerso nell’analisi degli avatar scelti dai giovani è che nessuno di loro si è presentato come disabile. Questo è piuttosto significatico:se devono rappresentarsi,lo fanno senza difetti alcuni,magari senza capelli e con i tatuaggi,quindi provocando con delle immagini per suscitare interesse,ma nessuno di loro ha mostrato handicap alcuni,anche se è probabile che nelle scuole di provenienza ve ne siano stati e che come minimo essi siano stati a contatto con portatori di disabilità varie;le connotazioni provocatorie negli avatar potevano anche essere frequenti,però non “diverse”. Questo aspetto personalmente mi è sembrato piuttosto normale:il disabile che nella realtà usa la sedie a rotelle,difficilmente in SecondLife,ripete il suo stato di paraplegico,anzi:riacquista almeno virtualmente ciò che nella vita gli manca. Ma lasciamo in disparte un argomento che può essere delicato e che ancora non ha studi coerenti sugli eventuali effetti positivi che il mondo virtuale può avere nell’educazione degli alunni con carenze.
Riguardo a quanto invece concretamente fatto nella città dai ragazzi,sono state apprezzate in modo significatovo la rappresentazione dell’uomo 3.0,immaginato come un robot;un gioco aerespaziale di prospettiva,che sono delle strisce pedonali,apprezzabili da certe visuali; il lavoro di un ragazzo,Graam,che ha costuito un terrazzo personale con rappresentazione di marmi dell’antica Roma,con accanto la piattaforma da discoteca,quindi ha accostato il vecchio col nuovo.
È intenzione dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi e del partenariato sviluppare ulteriormente il progetto presentando la richiesta di finanziamento all’Agenzia Europea a febbraio. L’uso della tecnologia per i giovani è come una terza mano,utilizzandola nel modo giusto tendiamo a recuperare la motivazione e l’impegno soprattutto nel primo anno della scuola superiore. Usando le loro modalità comunicative la scuola riapre in qualche modo i battenti alla vita vera dei nostri alunni e tende a richiudersi quello scollamento fra la vita fuori e dentro la scuola.
Ringrazio la professoressa Daniela Di Marco,che mi ha dato anche informazioni utili intorno alla piattaforma Unity3D e mi ha confermato che la tecnologia opensim,sia pure interessante,gratuita e con possibilità di apertura o chiusura all’esterno,non è ancora messa all’altezza,specialmente per un uso intenso. Mi anticipa l’idea di coinvolgere la matematica con Unity3d,in un progetto innovativo,che prenderà di mira le verifiche e le valutazioni delle competenze per la matematica dei quindicenni (www.taleteproject.eu) . Entrambi i progetti sono promossi dall’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma. Certo spesso,con l’uso dell’ambiente virtuale che è uno strumento in alternativa o al pari del libro di testo,o ad altri strumenti,si dovrà superare un atteggiamento di chiusura di insegnanti che faticano all’idea di dover modificare la loro metodologia. Ma in questo caso,gli insegnanti del partenariato erano entusisti e molto attivi e si sono messi in gioco loro stessi imparando i nuovi sistemi.
Alla fine,alla mia domanda del perché ha voluto unire l’insegnamento dell’Arte e della lingua Inglese ai mondi virtuali,la risposta mi sembra perfettamente in linea con il mio pensiero:questa didattica potrebbe diventare presto uno strumento che al pari di altri software,potrebbero essere utili a migliorare l’efficacia dei nostri sforzi educativi.
Alla ricerca di notizie ed approfondimenti su Unity3D,trovo un articolo chiarificatore del 7 luglio 2011 del “solito”,aggiornatissimo Salahzar Stenvaag. Sapevo già della sua esistenza,ma non lo avevo preso in molta considerazione,ora però devo ricredermi,dopo le informazioni ricevute dalla Professoressa Daniela Di Marco (che mi ha concesso una piccola intervista,di cui parlerò presto). Sembra proprio che questo tipo di piattaforme rappresenti il futuro del mondo virtuale. Consentirebbe un’esperienza molto più completa e raffinata di SecondLife stesso ed è addirittura scaricabile in iPhon e in iPad,il che supera forse ogni aspettativa,specialmente per coloro che avevano visto la mia “uscita”con Utilizzo didattico delle ricostruzioni archeologiche in Second Life un po’esagerata:lì infatti parlavo della possibilità di avere anche negli eReader gli ambienti immersivi,quali strumenti utilizzabili nella didattica,come del resto già altri software … Ricordo che Scuola3d,Second Learning World ecc…sono in fase consolidata sperimentazione didattica e potrebbero essere mezzi forse più potenti e con maggiori potenzialità ,dal punto di vista educativo,potenzialità che siamo tutt’oggi a verificare. Riguardo ancora a Unity3D però,la complessità del sistema cui do un’occhiata un po’superficiale mi scoraggia. Ho visto usare questi ambienti ai miei giovani figli che ci giocano online con i loro amici e in effetti il realismo che li circonda è molto superiore ad ogni altra piattaforma 3d. Ma certo dovrò spendere del tempo per capirne di più il funzionamento.
Grazie al coordinamento delle maestre Patrizia ed Elisa,ora possiamo scaricare il bellissimo calendario interregionale realizzato dagli alunni di tante regioni italiane. I nomi accanto ai mesi indicano le maestre che hanno contribuito alla raccolta delle immagini. Bello vero?
Si tiene a Firenze stamattina,l’incontro “Mondi Virtuali”,capitanato dal ricercatore Andrea Benassi,dell’Ansas,affiancato da Marinù Guida. Presso il salone del secondo piano,un piccolo ma attrezzatissimo gruppo di docenti esperti in varie educazioni,discutono le possibilità di utilizzo della rinnovata piattaforma di SecondLearning World. La stabilità della opensim ottenuta grazie ad un percorso di ricerca e studio tramite esperti interni e anche esterni (vedi le risorse derivate dal francese New World) e alla pazienza dei soggetti interessati che hanno proseguito la sperimentazione anche in condizioni talvolta critiche,ma per puro interesse didattico,permetterà d’ora in avanti di aprirla ad altri insegnanti ed altri studenti. Si decidono alcune modalità di ingresso differenziate per docenti e alunni,si parla di dare un nome italiano,facile da pronunciare e da comprendere. Molte le riflessioni e gli spunti di ampliamento di un discorso sulla didattica dei mondi vituali,che finalmente viene presa in considerazione in modalità coerenti e vista dalla parte dei docenti e degli studenti:come gestire gli ingressi e le autorizzazioni alle costruzioni? Come pensare ad un regolamento per le varie aree della sim? Come realizzare un’accoglienza alle news-entry? Viene affrontato il problema della nascita di “pacchetti”educativi in 3 d da parte di case produttrici che li vendono per la lim:non hanno però la “immersività”tipica dei mondi virtuali.
I progetti:
Angela presenta un progetto sull’arte,incentrato sulla basilica di Assisi dove ci sarà la visita virtuale e un lavoro reale con la costruzione di una galleria. Il progetto è destinato ad una classe della scuola Media,con possibilità di visitare un tempio greco e ricostruirne il modello.
Maria indirizza il suo progetto agli alunni del biennio del suo istituto superiore per geometri. La topografia sarebbe la materia centrale,insieme alla matematica combinando un secondo istituto per geometri di Perugia. Luca in questo caso farà da partner. L’uso dei mobtag potrebbe completare adeguatamente le costruzioni che i docenti pensano di far realizzare alle classi. Il primo momento sarà destinato all’”alfabetizzazione”degli studenti;poi ci sarà la fase concreta e infine l a ricostruzione parziale di Molfetta. La conoscenza dell’ambiente 3d da parte degli alunni è però una questione che riguarderà tutte le scuole partecipanti.
Gio ed io sintetizziamo “Focus”,che è la prosecuzione di Ecomuseo virtuale dell’Amiata.
Roberto che ha ricostuito con la sua ex-classe 5° superiore un pastificio come modello rappresentativo di un lavoro scolastico significativo, collaborerà con Maria e Luisa.
Maurizio che insegna chimica,rielaborerà modelli atomici,con modulo eclil;le 4 fasi saranno elaborate come learning-object che saranno legate a pagine web. I ragazzi ci entreranno in semplici lezioni clil,interagire;gli studendi dello scientifico –teconlogico verranno portati a costruire anche alla programmazione degli script. I learning object verranno costuiti con Exlearning.
Giliola proseguirà con le proposte di giochi matematici di vario tipo:l’albero di Pitagora con la costruzione di una spirale logaritmica;gli origami,con costruzioni virtuali;soprattutto vuole vedere l’insegnante e gli studenti a lezione,sperimentando le modalità di integrazione della lezione di tutti i giorni con il 3d;l’introduzione del gioco di ruolo,con l’istallazione di una centrale idroelettrica e le reazioni diverse a livello sociale:si rappresenta il paese,il lago,le persone con le loro reazioni secondo una sceneggiatura che può essere predisposta secondo personaggi e ruoli ben preordinati. Ci sarà una parte documentativa che è fondamentale,darà visibilità al lavoro.
Luisa che ha visto nascere con qualcun altro,Slw,insegna in un alberghiero dove la matematica nel biennio ha poco interesse fra i ragazzi,anche se ha lo stesso orario che nello scientifico. Insieme a Maria e Roberto ha sviluppato la zona della matematica che è forse quella meglio organizzata della opensim. Proseguirà ampliando ed importando anche qualcosa dalla opensim francese dove ha degli “oggetti”realizzate nell’anno passato.
Manca qualcuno…Luisa e Roberto ?
Ma come documentare i percorsi in modo da rendere ripercorribile la via intrapresa? Andrea ci presenta Learning Stories e Learning Activities,dei modelli da seguire per documentare ma anche organizzare in modo strutturato le attività e spiegare a chi non le ha mai fatte,di cosa si tratta,come viene preparato e svolto nella classe. Altre idee e possibilità di sviluppo vengono fuori durante la sessione di lavoro, ma per ora è tutto!