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Le foto della festa

Nella land di Avatar Project si è tenuta ieri sera una vera e propria festa, preparata nei minimi particolare dalla sapiente costrutrice Marinù. Un gruppo di docenti si è quindi ritrovato dopo le 21 in un angolo verdeggiante molto ben fornito di tutto: dalle “cibarie”, ai fiori, fino alla musica e alla danza.

Alla fine però (siamo pur sempre docenti anche quando ci si diverte) abbiamo finito per parlare di scuola: Gio ha parlato anche dei lavori fra le nostre scuole modestamente “ben” documentati 🙂 con video, audio, documenti di scambio…di solito non ci mettiamo mai in mostra, come dice lui, perché è meglio “fare che raccontare”. Insomma, è bello lavorare concretamente e vedere i risultati nelle classi, piuttosto che raccontare tanto e poi concludere poco. Ed è proprio vero.

Ecco le foto di tutta la festa. Giusto per divertirmi credo di aver fatto anche un filmatino, ma non ho idea di dove l’ho salvato …

Primo ingresso degli alunni a SecondLearning World

La cittadinanza digitale, di Mario Rotta

Ho ritrovato questa splendida presentazione di Mario Rotta che rileggo ancora con grande interesse :-). I concetti però sono spiegati nel libro omonino a cura di Luisanna Fiorini.

Sta per iniziare!

Sì, ci siamo quasi: diari, libri, agende…la scuola riprende il 14, vale a dire lunedì prossimo. Intanto i buoni propositi non li fanno solo gli alunni, ma anche gli insegnanti. I miei propositi? Sarò più paziente e attenta ai bisogni formativi e di crescita e maturazione personale di ognuno, cercherò di essere più preparata, perchè non si finisce mai di imparare nuove strade per una didattica più incisiva. Prenderò spunto da buone letture.

Cittadinanzadigitale, a cura di Luisanna Fiorini

Cittadinanzadigitale, a cura di Luisanna Fiorini

E a proposito di buone letture, prima fra tutte “Cittadinanzadigitale“, a cura di Luisanna Fiorini, edizioni Junior. E’ un testo che si legge tutto d’un fiato e che raccoglie interventi di Mario Rotta, Giorgio Jannis Isabel de Maurissens, Andreas Robert FormiconiMaddalena Mapelli ed Edoardo Poeta. L’argomento è già spietago nel titolo, ma i temi affrontanti ci consentono anche una panoramica del mondo di oggi analizzato da punti di vista esclusivi,  di coloro che operano nell’educazione con e tramite le tecnologie e che con obiettività conducono a intravedere e ad apprezzare un futuro prossimo che si potrebbe raggiungere con l’uso consapevole e responsabile del web.

In particolare sono da apprezzare gli interventi davvero eccellenti in questo libro, di Mario Rotta e Giorgio Jannis, il primo per l’interpretazione accuta del web2.0;   il secondo per l’originalità che ha sempre caratterizzato il suo pensiero e che qui si mostra ancora più lucido e diretto.

Cos’è la cittadinanza digitale? – parte terza e fine –

  1. A proposito di REGOLE, ricordo ancora bene le prime regole da me apprese navigando da inesperta sul web: la famose netiquette, per cui ad esempio, scrivere in stampato maiuscolo equivale a strillare…Ne venni a conoscenza subito nelle faq dell’ormai noto Didaweb. Quell’insieme di regole, le ho sempre seguite nelle liste di discussione e nelle chat, ma questo non vale per tutto il mondo del web. Il web sia pure estremamente vario e multiforme ha dei punti fermi, come le regole chiare e semplici ma stabili di Wikipedia per le quali non è possibile scrivere qualunque cosa nella più vasta enciclopedia mondiale e costruita “socialmente”; oppure come le regole dei vari social maker… Ognuno di questi strumenti ha già le sue regole e a quelle bisogna quindi singolarmente riferirsi per il loro uso corretto. – Un aspetto da notare e che mi pare straordinario sul web è che le regole di uso, di fatto sembrano proprio divenire anche delle regole sociali, forse non morali, obietterà qualcuno, ma ritorniamo all’esempio di Wikipedia: la regola d’uso che non permette di scrivere stupidaggini, non è forse anche una regola morale? Insomma, qui qualcuno mi aiuti…forse mi sto perdendo 🙂  In ogni caso, riguardo alle regole morali ed etiche, credo che forse, un buon cittadino nella vita reale, sarà anche un buon cittadino della civiltà digitale. Ma è proprio qui che la scuola, oggi è putroppo carente: la formazione dell’uomo libero e del cittadino. Ed è forse per questo che abbiamo tutti un po’ paura di affrontare con le nuove generazioni il mondo variegato di internet, perchè sappiamo che là, dove è stata carente la nostra educazione, nel web, dove ci si può nascondere e fare molto fingendo di essere qualcun altro e farla anche franca, si può finire con l’essere dei pessimi cittadini…
  2. Il PROBLEMA è ALLE ORIGINI: ritorniamo quiandi alla base del problema. Non è vero che le regole in internet non ci sono, solo che è più facile eluderle e  nascondersi, senza troppo rischiare di essere scoperti. Le regole sono in internet come nella vita, ma dato che c’è scarso rispetto di esse nella realtà quotidiana, c’è o ci può essere, un mancato rispetto, elevato alla massima potenza, fino quasi all’anarchia, nella vita digitale. Il problema alle origini è dunque questo??  E la risposta è: educhiamo con più fermezza e disciplina i nostri figli e i nostri scolari, non nel senso del “soldatino”, ma nel significato della consapevolezza e della saggezza nella vita reale, e altrettanto accadrà nella vita digitale, che altro non è che il nostro riflesso ristretto, allargato…deformato in base a come noi stessi vogliamo, ed educhimo quindi alla conoscenza del potente  strumento che abbiamo (il web in toto) per il suo corretto uso.
  3. L’importanza di questa educazione: nel prossimo e immediato futuro, saremo sempre più proiettati nella realtà digitale. Pensiamo agli uffici amministritivi anche statali che poco alla volta smantellano o meglio “dematerializzano” gli archivi cartacei per riversare nel digitale e nel web tutti i nostri dati. Presto tutto sarà sul web, dai dati che ci caratterizzano come scolari e studenti fino a quelli di noi come lavoratori e poi ancora come soggetti di malattie vere o potenziali ecc. A questo punto, quanto maggiori saranno le nostre conoscenze, quanto più forte sarà il nostro senso etico-morale e sicuramente migliore sarà la nostra vita.

E con questo concludo i miei appunti, sono graditi commenti, critiche, discussioni e quant’altro 🙂

Cos’è la cittadinanza digitale? – parte seconda –

Proseguo qua sotto le mie riflessioni  sulla “cittadinanza digitale”.

  1. Come deve essere il mio IO DIGITALE??? Nessuno può dirlo: ma ognuno può cercare nel web di essere se stesso, come nella vita: quindi uno soltanto e non centomila. Anche nel web dovrebbero esserci delle regole morali ed etiche, come nella vita: sincerità, onestà, rispetto di se stessi e degli altri ecc… I principi morale che ci consentono di vivere nel quotidiano, dovrebbero essere validi nella vita reale come in quella  cittadinanza digitale di cui assumiamo (o comunque di cui ci dovremmo assumere) il controllo ogni volta che entriamo in internet. Il problema è che il più delle volte non siamo assolutamente consapevoli del nostro” io digitale”, per cui non sappiamo assolutamente cosa vogliamo essere e come appariremo agli altri esseri digitali…
  2. Come ben sappiamo le regole che normalmente regolano la nostra cittadinanza “terrena” son ben facilmente eludibili sul web. Gli esempi anche in negativo putroppo abbondano. La domanda è: ci vogliono altre regole quindi? Ma quali? E come si può pensare che  possano  avere vigore da sole, laddove non regna altro che la quasi totale anarchia proprio per sua definizione?
  3. La cittadinanza digitale e l’educazione: quali compiti ha l’educatore, chiunque esso sia, di fronte alle nuove generazioni? Ancora una volta egli deve avviare alla conoscenza. Soltanto conoscere dà la possibilità ad ognuno di divenire cittadino consapevole. Nella pratica della scuola Primaria in cui opero, credo quindi giusto abolire il classico insegnamento di Word, PowerPoint…: del resto il nostro compito non è mai stato quello di fare dei piccoli segretari, quanto di formare degli uomini liberi nel rispetto delle regole sociali e democratiche. Adesso sembra aggiungersi anche un nuovo compito: il  raggiungimento di una cittadinanza digitale consapevole. Il realtà i due obiettivi si  compenetrano vicendevolmente, ma a questo punto bisogna avere chiaro se devono esistere  e quali devono essere le regole  del web.