Cittadinanza e Costituzione, a cura di Giacomo Spampani

Seminario nazionale: cittadinanza e Costituzione, 27-28 settembre 2018, Firenze
Giornata del 27 settembre

 

Saluti delle autorità
Italo Fiorin: Le competenze di cittadinanza e le indicazioni Nazionali
Ricorda come i Nuovi scenari abbiano rilanciato le Indicazioni nazionali come carta
costituzionale della scuola in costante evoluzione, permettendo il dialogo, il confronto e la
discussione pedagogica. Suggerisce, quindi, un percorso di sperimentazione della
cittadinanza e della democrazia che tenda verso una reale traduzione/applicazione nel
curricolo.
Conclude, con il confronto dualistico tra materia ed educazione trasversale. Il cui
superamento, ovvero insegnare per competenze, porterà un arricchimento del curricolo in
ottica trasversale e verticale. Sfida educativa: teoria e pratica
Giovanni Maria Flick: Settant’anni di Costituzione
Individua tre elementi di problematicità:
storia recente della Costituzione, delle riforme costituzionali e delle necessarie forme di
adeguamento alla realtà odierna;
Cittadinanza della persona — questione di genere;
Cittadinanza planetaria.
Allo stesso tempo, questi tre limiti costituiscono obiettivi da perseguire e raggiungere
tramite percorsi scolastici ad hoc.
Ivo Lizzola: “Insegnare” la Costituzione
Sostiene che la conflittualità sociale si riflette sugli stessi dettami normativi, a partire dalla
Costituzione: in quanto conquista socio-politica, la Carta deve essere insegnata tramite
metodologie didattiche, comportamenti, modelli e, soprattutto, tramite l’indagine di sé.
Nella personale conflittualità (interna ed esterna all’io), portare alla luce gli elementi
costitutivi della propria cittadinanza e, conseguentemente, riflettere su come i dettami
costituzionali siano presenti o assenti in noi stessi.
Solo dopo questa autoanalisi, si può pensare di far conquistare allo studente il significato
più profondo della Costituzione e dell’essere cittadino.
Costruire la Costituzione tramite esperienze.
Anna Maria Ajello: La costruzione delle competenze anche come disciplina
Interviene telefonicamente.
Francesco Sabatini: italiano: lingua prima in/con tutti i sensi
Declina Costituzione e lingua come due strumenti di promozione della cittadinanza. Sono,
infatti, molti i fattori che incidono sul senso di cittadinanza, ma alla base e all’interno di
tutti questi vi è la componente linguistica.
La lingua, come strumento inter e Intra soggettivo, permette la stipula di contratti, di
collegamenti e ramificazioni, come per esempio la Costituzione.
Sono le funzioni della lingua (comunicativa e cognitiva, in primis) a permettere tale
inflazione, trovando nella forma scritta la possibilità di massima espressione.
Luciano Corradini: Cittadinanza e Costituzione anche come disciplina
Ricostruisce, brevemente, la storia della disciplina dalla L. 169 alla L. 107.
L’assenza, per il relatore, costituisce un errore strutturale dell’impianto della norma in
quanto il richiamo disciplinare è elemento di maggiore forza per il corpo docente e, se
resa materia, una costante per lo studente.
Questo non toglie che il docente, prima di essere insegnante di una disciplina, è
insegnante di un comportamento e di un atteggiamento.

28 settembre 2018

Workshop 3
1) cittadinanza e modelli educativi coerenti;
2) Regole e punizioni;
3) Dare senso alle regole: perché;
4) Modello istituzionale: patto di alleanza o regole di convivenza.
I.c. D’Aosta Ottaviano:Tutti diritti! Costituzione e vita della scuola
Educazione alla cittadinanza come educazione alla legalità e alla non violenza
Nella vita scolastica: consiglio di cooperazione, con funzione di indirizzo e coordinamento
di attività trasversali e verticali.
Tiziana Reino IC Fusaro: A scuola vai con gli amici: usa la bici
Progetto di cittadinanza attiva, sviluppata a partire dall’individuazione di una regola
condivisa, poi divenuta legge, redatta e pubblicata.
Il percorso ha il duplice obiettivo di: conoscere il sistema normativo e instaurare rapporti
dialogici positivi e propositivi.
Maria Alessandra Pertini: Vivere insieme, civilmente
Un modello educativo volto a rispondere alle questioni della legalità, del bullismo e del
cyberbullismo.
Nasce da esigenze reali di bullismo nella scuola secondaria di I grado, coinvolgendo enti
territoriali (polizia, procura, tribunale dei minori).
Percorso di formazione e informazione: teatro della giustizia e incontri con enti.
Prof.ssa Leto: La primavera dei valori
Scuola in zona a rischio.
La pratica sportiva come strumento di partecipazione alla vita comunitaria per valorizzare
il territorio e dare forma a pratiche/modelli educativi a partire dall’organizzazione della vita
scolastica.
Note:
Il filo rosso che connette i differenti progetti, oltre il chiaro nesso scuola-legalità, è lo
sfondo integratore che assume l’insegnamento/apprendimento della cittadinanza e del
diritto.
Mancante, invece, è l’apporto genitoriale.
Conclusioni
Workshop 1 – A scuola di Costituzione
Gli interventi, a differenti livelli (educazione civica come elemento di complessità,
insegnamento disciplinare, modelli educativi), hanno interessato strategie didattiche
generali, coordinamento tra ricerca e insegnamento, individuazione di concetti chiave.
Workshop 2- Cittadinanza e solidarietà sociale
Gli interventi, a differenti livelli (diritti negati, educazione ambientale, ricerca,
alimentazione, educazione intergenerazionale), hanno interessato la didattica
laboratoriale, competenze di cittadinanza, imparare a imparare, centralità degli alunni e
dei docenti.
Workshop 3 – La scuola e le regole
Gli interventi, a differenti livelli (scuola e cittadinanza, territorio, contesti a rischio,
esperienze laboratoriali), hanno messo in luce alcuni concetti chiave: scuola come
intellettuale sociale (istituzione), incarnazione delle relazioni e dei valori, la scuola
connessa con il tempo presente e con la realtà-mondo, l’educazione come esperienza
sociale e la centralità del processo educativo, lo sport come innesto pedagogico.
Workshop 4 – Il contributo delle discipline per la costruzione della cittadinanza
Gli interventi, a differenti livelli, hanno messo in luce alcuni concetti chiave: costruzione di
ponti aree disciplinari, revisione dei curricoli, unione tra progettazione e programmazione,
adozione di metodologie didattiche innovative, esercitare il pensiero critico, modalità di
valutazione delle competenze.
Workshop 5 – La costruzione delle competenze metodologiche e metacognitive
Gli interventi, a differenti livelli (trasversalità delle competenze, costruzione di ambienti di
apprendimento, strategie metodologiche), hanno messo in luce alcuni concetti chiave: le
competenze come elemento di fragilità, approccio globale alla formazione del cittadino,
processi cognitivi ed emozionali, metodologie didattiche metacognitive (autobiografia,
modelli attivi, pedagogia povera), centralità dell’alunno e del curricolo orizzontale nel
processo formativo.
Workshop 6 – La cittadinanza e le diversità
Gli interventi, a differenti livelli (le diversità e la diversità, modelli inclusivi, buone pratiche,
espressioni di uso comune e interpretazione culturale), hanno evidenziato alcune parole
chiave: diversità territoriale, diversità culturale e sociale, il viaggio come modello
educativo, la razza oggi: scienza ed educazione, rete scolastica nazionale e
internazionale, accogliere la paura, responsabilità morale e politica.

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