di Nicoletta Farmeschi
Introduzione
Il lavoro della Rete di Piccole Scuole di Grosseto è impegnativo, soprattutto per le aspettative e gli ideali che i Dirigenti Scolastici, in particolare il dott. Angelo Salvatore Costarella, la dott.ssa Laura Valenza e l’Ufficio Scolastico stesso mettono in gioco; si potrebbe definire una vera e propria sfida, in un territorio difficile da “difendere”, sia per le risorse umane che include, sia per le zone bellissime e quasi incontaminate che comprende la provincia di Grosseto, nota per la sua vasta estensione, in rapporto alla scarsa densità abitativa. Un territorio ricco di piccoli paesi raggiungili solo grazie a percorsi stradali impervi e distanti l’uno dall’altro, dove la scuola sembra essere l’ultimo baluardo culturale possibile e dove il costo dei trasporti sarebbe probabilmente inferiore, rispetto al mantenimento di “comunità” scolastiche, spesso composte da due soli insegnanti e da una “manciata” di bambini di diverse età, tali da non poter formare un’unica classe tradizionalmente intesa, ma, appunto, una “pluriclasse”: qui gli alunni di diversi livelli sono “costretti“ a frequentare tutti insieme dalla prima fino alla quinta classe. Perché, quindi, insistere nel mantenerle vive? Perché non accentrare tutto nei paesi più grandi, dove gli scolari potrebbero tranquillamente fare a meno della pluriclasse e “abitare”, forse meno felicemente, ma di certo in modo più semplice, nella “solita” scuola, dove i bambini sono suddivisi per età? La risposta non è affatto scontata: bisogna credere un poco nei sogni educativi di Malaguzzi, quando parla di un bambino che “ha cento lingue, cento mani, cento modi d pensare e cento linguaggi; la scuola gli separa, invece, la testa dal corpo, insegnandogli a pensare senza mani, a fare senza testa, ad ascoltare e a non parlare, a capire senza allegrie. Gli dicono, in sostanza che il cento non c’è. Il bambino risponde, al contrario, che il cento c’è”. Ritrovare quel “cento” è un po’ l’obiettivo della rete, rendendo il bambino costruttore delle sue conoscenze mediante il fare e il costruire, il parlare e lo sperimentare in un ambiente in parte creato a sua misura e in parte in quello che è di sua origine, dove probabilmente vorrà vivere da grande, se sapremo difenderlo dall’abbandono e dall’incuria e se sapremo fargli notare la bellezza intrinseca dei luoghi nativi e le possibilità di espansione. Per questo gli strumenti metodologici privilegiati dai docenti delle piccole scuole sono l’apprendimento cooperativo e il service learning, l’outdoor educational, nonché i principi che si potrebbero definire quasi “libertari”, ma con regole, della scuola senza zaino, dove il bambino impara a capire quali sono i suoi bisogni di apprendimento e a gestire se stesso nella comunità. Nella piccola scuola ogni alunno ha modo di vivere in un ambiente a sua dimensione, dove tutto è più familiare e specifico per l’apprendimento, dove l’insegnante è una guida ma non un generale e dove i bambini restano tali finché non saranno abbastanza pronti da affrontare le altre realtà della vita, anche scolastiche, più grandi, ma dove non verranno visti come “quelli della pluriclasse”, piuttosto, come “quelli che sanno fare di più” e che provengono da luoghi che in città si possono solo sognare. Le piccole scuole della rete diventano allora, dei veri e propri “tesori” da coltivare, da sostenere, da prendere “ad esempio” dalle altre, quelle cittadine, dove il numero dei bambini per classe non consente di “scendere” a capire ciò di cui ognuno ha veramente bisogno, nonostante gli sforzi e dove non è sempre facile avviare processi di insegnamento-apprendimento vivaci e inclusivi, ma dove è naturalmente più facile tutto il resto.
Nascita: anno scolastico 2019-2020
La rete è nata nel 2019 grazie al sostegno dell’Ufficio VII° Ambito Territoriale di Grosseto, ad opera dei Dirigenti di Ambito e dei Dirigenti Scolastici che hanno accettato la sfida e che si sono succeduti, quali il dott. Michele Mazzola, la dott.ssa Renata Mentasti, il dott. Costarella.
Il primo anno coincise con l’arrivo del covid che chiuse le scuole, ma i docenti coi loro Dirigenti si organizzarono sia per una formazione a distanza, sia per iniziare qualche piccolo tentativo di gemellaggio fra pluriclassi. Mentre i vari istituti adottavano speciali misure per erogare lezioni on line agli studenti, le piccole scuole si riunivano per capire cosa fare e come crescere in una vera e propria comunità di pratica. Ecco che la formazione riguardò da una parte la revisione dei curriculi delle scuole, che accogliendo un diverso modo di lavorare, si aprivano al nuovo con Internet e gli strumenti digitali. Un altro aggiornamento fu legato all’uso di OneDrive di Office, che a quell’epoca era stato concesso gratuitamente agli uffici scolastici e alle scuole. Si affrontò il Service Learning perché poteva essere un elemento di innovazione importante e particolarmente consono alle Piccole Scuole.
Un monitoraggio consentì di verificare la situazione storico-geografica delle piccole scuole e della loro speciale ubicazione sul territorio. 15 gli Istituti che firmarono l’accordo.
Anno scolastico 2020-2021
Fra il 2020 e il 2021 i Dirigenti Scolastici pubblicarono un ebook interessante, dal titolo “La realtà delle piccole scuole nella provincia di Grosseto”, visibile a questo url: https://www.calameo.com/read/000051524c6ce9933e8b3
Il numero degli Istituti che lavoravano insieme diminuisce un poco. Si ritiene la perdita pressoché “fisiologica” perché le piccole scuole sono anche caratterizzate da difficoltà oggettive: la continuità dei docenti viene spesso meno a causa della distanza e delle strade impervie di cui si è già parlato e nel passaggio di mano è facile perdere il significato vero della rete.
Fra il 2021 e il 2022 fu deciso che le Piccole Scuole avrebbero avuto non solo un protocollo di rete che era già stato firmato ma anche un sito Web che la scuola capofila del dott. Costarella, Castiglione della Pescaia, mise a disposizione e che l’Ufficio Scolastico insieme a Sara Magiotti dell’IC Monte Argentario Giglio e di Laura Bozzi fu portato avanti. Si arricchì grazie alla raccolta della documentazione dei lavori didattici e alla pubblicizzazione della rete tramite interviste ai docenti organizzate dall’Ufficio e guidate da Laura Bozzi. Sul sito furono pubblicati anche gli articoli sugli incontri virtuali e reali.
A ottobre 2021 la rete delle piccole scuole si presentò a Didamatica, con un suo “paper” poi pubblicato negli atti del convegno ed una presentazione a distanza registrata su Youtube.
In questo periodo il lavoro si fa sempre più chiaro: le scuole imparano a lavorare in maggiore sinergia, i gemellaggi vanno avanti con forza significativa e gli incontri reali fra gli alunni si fanno più frequenti. È anche l’anno in cui il service learning e l’out door si rendono sempre più evidenti. Alcune scuole “gemelle” lavorano non solo sulla realtà geografica e storica locale ma anche sull’educazione finanziaria con il supporto della Banca d’Italia. La collaborazione con l’Accademia delle Arti di Firenze consente di crescere creando oggetti didattici davvero entusiasmanti, che lasciano un segno in molte delle scuole grazie a Sara Magiotti che si fa da tramite. A fine luglio esce un e-book documentativo dal titolo “Piccole scuole di Grosseto si raccontano”. Il testo era anche un libro stampato con le risorse del Comprensivo di Castiglione della Pescaia a scopi rappresentativi e aveva la particolarità di essere più che la solita raccolta di scritti pedagogico-didattici, un diario di bordo in prima persona elaborato dai docenti che, con entusiasmo raccontarono non solo le loro esperienze con gli alunni, ma anche e soprattutto, le loro emozioni e quelle dell’intera classe. L’ebook è scaricabile all’url:
gratuitamente ed è pubblicato anche in modalità stamp on demain, acquistabile ai soli costi di stampa, a questo url:
Infine, una studentessa di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze che stava preparando la sua tesi sulle piccole scuole del Giglio narrò la sua visione della nostra Rete. Rachele Melani, non solo visitò l’ambiente educativo dell’isola: partecipò anche agli incontri mensili fra i docenti, vide vcosa accadea e notò qualcosa che le piacque subito: comunione di intenti, familiarità, gioia, bellezza e tanto altro… La sua tesi parla di noi con toni davvero esaltanti. Rachele è oggi un’insegnante attenta che spera prima o poi, di ritrovare la rete delle Piccole Scuole anche nella sua provincia.
Il seguito: anno scolastico 2022-2023
L’anno scolastico successivo, il 2022-2023 è anche quello del rinnovo dell’accordo di rete e dell’impossibilità di mantenere il sito web delle piccole scuole: da una parte l’Istituto di Castiglione si rese disponibile, sia pure tra mille difficoltà, al ruolo di Scuola Capofila; dall’altra, le problematiche legate alle norme della privacy e della sicurezza on line resero il lavoro di raccolta della documentazione più complicato: il sito della piccole scuole di Grosseto dovette chiudere i battenti. Il lavoro della comunità di pratica aveva però, bisogno di un luogo on line di appoggio, sia per proseguire le riunioni di preparazione, sia per gli incontri fra gli alunni e la raccolta della documentazione. Si decise di utilizzare la piattaforma eTwinning, approfittando delle competenze di Laura Bozzi, ambasciatrice e coordinatrice della rete per la scuola capofila, la quale inziò subito una serie di conferenze on line per aiutare tutti i docenti ad iscriversi alla piattaforma ed utilizzararla consapevolmente. A questo url:
https://school-education.ec.europa.eu/en/etwinning/group/small-schools-network
c’è ancora la presentazione pubblica delle piccole scuole di Grosseto. I lavori restano però nascosti al pubblico e disponibili solo agli iscritti.
È l’anno in cui si pensò veramente alla possibilità di aprirsi a scuole di altre province, di altre regione e, perché no, di altri paesi europei. Nasce una collaborazione proficua con un’insegnante di Bolzano, anche lei ambasciatrice. Le due docenti, ed in particolare di Laura, l’uso della piattaforma e-Twinning sono due occasioni imperdibile allo scopo di ampliare i nostri orizzoni. Nacquero così nuovi gemmellaggi, nuove collaborazioni sempre più lontane, sempre più vicine.
Il lavoro si concluse con il convegno organizzato dal dott. Costarella, che vide l’intervento della dott.ssa Mangione e del dott. Benassi dell’Indire.
Qui la lettera d’invito che spiega come si svolgerà la giornata: https://www.polobianciardigrosseto.edu.it/images/2022_2023/FORMAZIONE/SEGNATURA_1682577280_firmato_1682517852_Lettera_invito.pdf
Qui invece la locandina:
Anno scolastico 2023-2024
L’a.s. 2023-2024 rappresenta un periodo di transizione: Laura Bozzi inizia il suo incarico presso l’Ufficio Scolastico di Grosseto, prosegue il lavoro di coordinamento e con maestria induce a far emergere l’idea che eTwinnig sia non solo una piattaforma da utilizzare facilmente, ma anche un trampolino di lancio per far crescere l’intera comunità. Si lavora su progetti e contenuti nuovi, come Pinocchio Remix.
L’anno scolastico si chiude con la perdita della scuola capofila, non avendo più, il comprensivo di Castiglione della Pescaia, piccole scuole: quella storica, purtroppo, subisce la temuta chiusura. Si vive un po’ come un fallimento che purtroppo, sia pure prevedibile, non si poteva davvero evitare.
L’anno attuale 2024-2025
L’attuale anno 2024-2025 vede il passaggio della scuola capofila della rete da Castiglione all’Istituto Monte Argentario Giglio: la dott.ssa Valenza ha capito subito l’importanza della Rete e ne ha preso la guida con entusiasmo, anche se decide di rinnovare l’accordo solo per due anni. Intanto, la docente Sara Magiotti è diventata referente ufficiale della rete: è la docente che più si è prestata per mantenere vivo il legame fra le scuole, che ha fatto proposte logiche e interessanti e che fino all’anno scorso si occupava solo delle scuole secondarie di primo grado, ma che da ora in poi, seguirà tutti i docenti.
Durante il corso dell’anno alcuni insegnanti coi loro studenti, si presentano ai Tre Giorni per la Scuola, presso Napoli con i lavori delle Piccole Scuole.
Prosegue il lavoro nei gemmellaggi, rinnovati da scuole che si incrociano diversamente anche con quelle lontane della Grecia, ad esempio. Si annota come l’ambasciatrice di Bolzano non riesca ad abituarsi al passo un po’ più rilassato delle nostre piccole scuole, considerandolo come uno svantaggio, mentre lei preme per risultati più immediati e riconoscimenti che invece a nostro parere, si conquistano solo con un lavoro serio e duraturo nel tempo. Si ritiene che a fine anno questa collaborazione possa concludersi, per avviare nuove esperienza a partire dal 2025-2026.
Nuove prospettive
Dal prossimo anno scolastico, il 2025-2026, la Rete delle Piccole Scuole di Grosseto potrebbe avantaggiarsi della passate esperienza per aggiungere nuove scuole alla rete, sia di altre province che di altre regioni o nazioni, cosa che è mancata dal punto di vista legale: infatti le collaborazioni finora ottenute da lontanto hanno avuto un carattere volontario, da parte dei docenti e quindi episodico, non continuativo. Forse i Dirigenti si potrebbero adoperare onde allargare la rete e garantire così un lavoro più prolungato nel tempo. Stabilizzare i legami, renderli costruttivi può essere un passo avanti molto significativo che porterà fuori dalla nostra provincia le idee e il modo di lavorare delle nostre scuole.
Un altro importante punto è l’accordo di rete che scadrà il 31 agosto 2026: rinnovarlo sarà importante, specificando che al suo interno, la rete si adopera per la ricercazione e per una valutazione più attenta dei risultati, mentre ci si impegna costantemente per una documentazione seria, che come è stato dimostrato più volte dai docenti (vedi le interviste videoregistata e il libro “Le piccole scuole di Grosseto si raccontano”) è quella che più parla di noi e ci aiuta a capire dove e come muoversi nel futuro con l’intento di migliorarci sempre.
Sarebbe bello, ad esempio, se l’Università ci aiutasse, anche tramite della Fondazione del Polo Universitario Grossetano, ad ottenere un ricercatore che per due anni conducesse una ricerca seria sui risultati che si stanno ottentendo con questa Rete, ormani al suo 5° anno di esperienze. Sarebbe l’occasione sia per riconoscere la validità della rete ed il suo significato intrinseco, sia per avere coscienza degli errori, se ce ne sono e su come poterli superare, grazie anche all’affiancamento vero e proprio che si spera arrivi quest’anno, dopo l’esperienza del 5 giugno, dei ricercatori delle Piccole Scuole dell’Indire.
Nicoletta Farmeschi Castel del Piano, 26 maggio 2025