{"id":4816,"date":"2014-05-16T15:25:27","date_gmt":"2014-05-16T13:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=4816"},"modified":"2014-05-16T15:25:27","modified_gmt":"2014-05-16T13:25:27","slug":"addio-maestra-edda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=4816","title":{"rendered":"Addio, maestra Edda!"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\">Forse, ci eravamo dimenticati un po&#8217; di lei, presi dai &#8220;gironi&#8221; burocratici che si sovrappongono l&#8217;uno all&#8217;altro. Ma la maestra Edda non si era mai scordata della scuola: era la sua passione.\u00a0Quando la vidi la prima volta sembrava una nobildonna: il profilo aristocratico, estremamente colta, figura snella e aggraziata, sempre ben vestita.\u00a0La incontrai nei corridoi un po\u2019 bui della scuola Primaria L.Santucci, quando ancora vi lavorava, circa trent\u2019anni fa.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Erano i tempi duri e belli della \u201cscuola del mattino\u201d: dopo le dodici e trenta, tutti \u00a0a casa, con i compiti da fare e le lezioni in cartella. Questo tipo di scuola aveva accompagnato in maniera quasi uniforme gli alunni che come me da piccola, iniziavano a frequentare il primo di ottobre e col sole di giugno riprendevano la loro libert\u00e0 fra le strade del paese, nel periodo del boom economico italiano. Le innovazioni nella scuola tardavano a venire, un po\u2019 come oggi, del resto, e le porte delle classi restavano chiuse a tutti: guai a far entrare qualcuno e men che mai una giovane insegnante, quel ero io a quei tempi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Eppure la maestra Edda aveva qualcosa di diverso: la disponibilit\u00e0 a mettersi in discussione e quell\u2019apertura mentale che le consentiva di vedere i giovani con benevolenza, rappresentando loro, il futuro del mondo.\u00a0Sensibile e attenta, la maestra Edda amava molto i bambini, tanto che i suoi \u00a0rimproveri erano dolci e fermi: \u00a0autorevole nel suo pacato modo di esprimersi, sempre col sorriso e quella saggezza che oggi abbiamo un po\u2019 dimenticato, e che invece ci vuole con le nuove generazioni in crescita. \u00a0Seria e riservata, di larghe vedute, mi offr\u00ec subito il suo aiuto, semmai ne avessi avuto bisogno: lavorava con impegno e non aveva tempo da perdere, ma mi dette l\u2019impressione di gradire le idee innovative del tempo pieno, che a quell\u2019epoca esordiva a Castel del Piano, come una novit\u00e0 assoluta e che avrebbe potuto cambiare volto alla scuola. Equilibrata nei giudizi, seria e gentile.\u00a0La ricordo nei giorni antecedenti al matrimonio della figlia, col sorriso un po\u2019 ombrato dai pensieri, ma determinata a far vivere quel giorno nel migliore dei modi. La ricordo con la simpatia di chi, nonostante l\u2019et\u00e0 diversa, ti guarda negli occhi e si riconosce nella professione pi\u00f9 bella del mondo: la maestra.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa la maestra Edda ci ha lasciato e voglio salutarla con l\u2019affetto e la simpatia che contraddistingue le grandi persone, quelle che non hanno bisogno di mettersi in mostra per essere ricordate, ma che hanno \u00a0ugualmente saputo lasciare un\u2019impronta nella storia del nostro paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse, ci eravamo dimenticati un po&#8217; di lei, presi dai &#8220;gironi&#8221; burocratici che si sovrappongono l&#8217;uno all&#8217;altro. 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