{"id":3717,"date":"2012-10-21T11:31:52","date_gmt":"2012-10-21T09:31:52","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=3717"},"modified":"2012-10-21T11:31:52","modified_gmt":"2012-10-21T09:31:52","slug":"i-registri-elettronici-gratuiti-e-il-loro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=3717","title":{"rendered":"I registri elettronici gratuiti e il loro futuro"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/tiche.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"315\" \/>Una sconfortante mail mi \u00e8 arrivata qualche giorno fa, mittente Luigi Forlani, autore del famoso registro elettronico gratuito Tiche, che ormai utlizzo da tre anni con una certa soddisfazione. Le sue parole mi riportano ad un problema di grande rilevanza e che motiva la scarsa paura che hanno le grandi ditte fornitrici di prodotti simili, magari anche peggiori, ma a pagamento, come Argo, Spaggiari&#8230;: quello della cura e del mantenimento del sito ove si trova il registro e il suo aggiornamento continuo, il bakup dei dati per evitare la perdita di informazioni rilevanti e sensibili. In effetti non \u00e8 un impegno da poco e solo chi ha anche una piccola competenza in materia di cura di un sito web amministrativo, sa o pu\u00f2 intuire quale sia in realt\u00e0, l&#8217;ampiezza della questione.<br \/>\nAd esempio, allo stato attuale ho alcune piattaforme che non aggiorno pi\u00f9, per l&#8217;impossibilit\u00e0 di trasportarle indenni su nuovi database, con Msyql o php di ultima generazione. Altre parti di siti web che curo o di quello personale le ho praticamente cancellate e rifatte proprio per questo motivo, con grande perdita di tempo, ma anche di dati che non era possibile importare sui  nuovi accessi. Il mio stesso blog dovr\u00e0 presto essere cancellato perch\u00e9 sta usando vecchi database e perde poco alla volta le nuove funzionalit\u00e0 che wordpress mette a disposizione. Immaginiamo di conseguenza, cosa pu\u00f2 voler dire\u00a0 mantenere il  funzionamento di un programma tanto complesso che ha bisogno di\u00a0  implementazione regolare per continuare a funzionare correttamente; e\u00a0 cosa voglia dire prendersi cura di un registro bello e completo come Tiche: un lavoro quotidiano e paziente che nessuno pu\u00f2 valutare davvero, soprattutto se realizzato nel silenzio della propria abitazione, magari di notte, dopo la scuola e l&#8217;insegnamento.<br \/>\nAlcuni che come me hanno ricevuto la mail di Forlani, si sono risentiti: l&#8217;autore, per\u00f2 affema semplicemente che il lavoro continuo intorno a Tiche \u00e8 gravoso, ha deciso cos\u00ec, di lasciare il progetto ad altri testimoni che potrebbero farsi avanti, oppure, se le scuole che usano il suo programma lo vogliono, contribuire modestamente e con la cifra che pensano giusta, una quota che \u00e8 da definire come adeguata all&#8217;impegno serio che occorre a persone altamente specializzate come Forlani: sarebbe sempre meno di ci\u00f2 che \u00e8 richiesto dai soliti fornitori. Mi \u00e8 sembrato un discorso onesto e di grande umilt\u00e0: non ha imposto alcun pagamento, ma ha solo precisato che non se la sente pi\u00f9&#8230;vuole abbandonare.<br \/>\nPersonalmente non so che fare: di sicuro proporr\u00f2 la questione alla Dirigente, che per\u00f2 \u00e8 distante dai problemi di questo genere, forse non mi prender\u00e0 neppure in considerazione e penser\u00e0 che al momento opportuno, le finanze scolastiche saranno orientate in quel senso: per ora solo alcuni docenti usano come me il registro elettronico, per tutti gli altri \u00e8 stato comprato ancora una volta quello cartaceo. In ogni caso non \u00e8 pronta ad affrontare una questione simile e posso assicurare la grande compentenza che ha nel suo campo e la sua capacit\u00e0 di risolvere problemi di grande rilevanza, ma certo non pu\u00f2 capire questo.<br \/>\nSono contenta che Luigi Forlani mi abbia permesso di far notare come il gratuito, spesso, si basi su di un lavoro certosino, accurato e altamente specializzato di persone che non chiedono nulla e che di solito non sono ripagate neppure da un &#8220;grazie!&#8221;. Un lavoro che nessuno vede. Ma alla fine tutto viene a galla e coi tempi attuali&#8230;si deve pure far fronte a spese personali  che risultano impossibili da portare avanti, a meno che non ci sia un tornaconto economico.<br \/>\nPersonalmente mi sto imponendo ad esempio,\u00a0 di non fare pi\u00f9 aggiornamenti gratuiti,\u00a0 di lasciare che chi me lo chiede, si arrangi da solo,\u00a0 magari passare solo le indicazioni basilari e basta: \u00e8 una questione vitale di spazi e tempi che vengono a mancare nella vita di ognuno di noi. Purtroppo mi sento di dover dire che il sapere costa, ha un prezzo che non dovrebbe, e qui si mescolano elementi di vita personale e collettiva con tanti docenti che come me hanno e usano la rete per imparare, autonomamente e gratuitamente. Imparare purtroppo, ha un costo sempre molto pi\u00f9 alto: basta pensare a tutte quelle facolt\u00e0 universitarie statali che sono state chiuse e lasciate in mano ai privati, con tasse esagerate da sostenere&#8230;Insomma tante idee per la testa che mi convincono a pensare in maniera contraddittoria: da una parte il sapere dovrebbe essere sempre gratuito, ma di fatto non lo \u00e8 quasi mai. Teniamoci stretta quindi la scuola pubblica che abbiamo&#8230;Dall&#8217;altra la comprensione che non \u00e8 possibile arrivare a livelli di conoscenza elevati in modo gratuito in un mondo come il nostro, sempre in corsa verso un&#8217;economia pazzesca, dove tutto ha un valore commerciale. In conclusione mi restano ancora molti dubbi e tante domande: chi ha persmesso che la scuola si trasformi in un&#8217;economia a pagamento?\u00a0 Chi desidera una scuola pubblica che va lentamente ma costantemente nella direzione dell&#8217;accoglienza e della sorveglianza? \u00a0 Chi vuole un popolo incolto e senza motivazione?\u00a0 Perch\u00e9 non ci deve essere uno spazio giusto nella scuola per persone tanto competenti come Luigi Forlani?<br \/>\nAdesso non posso che augurargli di trovare una modalit\u00e0 per proseguire un progetto cos\u00ec importante\u00a0 :\u00a0 sono convinta che sicuramente, se lasciasse &#8220;incustodito&#8221; Tiche,\u00a0 le aziende si approprierebbero subito di ci\u00f2 che ha fatto in tanti anni di lavoro, lo farebbero gratis, e questa volta per un vero e proprio\u00a0 interesse economico, non certo per il bene della comunit\u00e0 scolastica. Infine sono sicura\u00a0 che senza persone come lui, la rete sarebbe solo una pericolosa giungla commerciale, dalla quale guardarsi bene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sconfortante mail mi \u00e8 arrivata qualche giorno fa, mittente Luigi Forlani, autore del famoso registro elettronico gratuito Tiche, che ormai utlizzo da tre anni con una certa soddisfazione. 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