{"id":3191,"date":"2011-12-27T22:42:20","date_gmt":"2011-12-27T20:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=3191"},"modified":"2011-12-27T22:42:20","modified_gmt":"2011-12-27T20:42:20","slug":"st-art-finalmente-aperta-tutta-la-documentazione-del-progetto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=3191","title":{"rendered":"St.Art: finalmente aperta tutta la documentazione del progetto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/project.unimarconi.it\/start_lms\/start_logo.png\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"100\" \/>\u00c8 appena terminato il <a href=\"http:\/\/www.startproject.eu\/\">progetto ST.ART<\/a>, di cui avevo gi\u00e0 parlato <a href=\"http:\/\/lnx.martinifrancesco.net\/wordpress\/?p=1555\">altrove<\/a> e dalla cui\u00a0 presentazione ero rimasta affascinata circa un anno fa: la street art era il concetto di base, un&#8217;arte spesso bistrattata e mal considerata, che ha dato invece artisti famosi nell&#8217;ambiente, anche se ancora purtroppo sconosciuti ai pi\u00f9. Tendenzialmente valutiamo indistamente i graffiti urbani come atti di un vandalismo estremo, mentre spesso sono espressione di un movimento artistico estremamente eclettico, polimorfo e, aggiungerei, multietnico, che pu\u00f2 trasmettere idee sociali di grande portata (vedi ad esempio, la famosa Via dell&#8217;Amore delle Cinque Terre). Adesso  ho l\u2019opportunit\u00e0 di parlare al telefono con la dottoressa Daniela Di  Marco, ideatrice del progetto e coordinatrice insieme alla dottoressa  Monica Fasciani, che\u00a0ha saputo unire elementi semplici alle potenzialit\u00e0  del web 3.0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non le pongo domande precise ed essa mi parla liberamente del lavoro svolto in un anno con i partner di progetto, tutti stranieri. Ha coinvolto lezioni di Arte e di Inglese, da oggi diponibili nel <a href=\"http:\/\/89.202.197.83\/start_lms\/index.php\">sito di riferimento<\/a> e nell&#8217;area opensim dedicata. Il mio interesse era infatti scaturito oltre che dall&#8217;idea in s\u00e9, dalla &#8220;sede&#8221; del progetto: una opensim che poi ho scoperto essere nel mondo di Heritage, luogo virtuale da me apprezzatissimo, perch\u00e9 meta di una delle visite pi\u00f9 indimenticabili che abbia mai svolto con i miei alunni. Ci\u00f2 per il mio progetto di <a href=\"http:\/\/www.scuola3d.eu\/wiki\/index.php?title=Fare_storia_nei_mondi_virtuali\">Fare Storia nei mondi virtuali<\/a>, dove utilizzo le ricostruzioni archeologiche\u00a0 negli ambienti immersivi per facilitare gli apprendimenti. Proprio durante una delle mie ultime visite\u00a0 nell&#8217;antico Egitto, qua ricostruito secondo un interessante percorso didattico, sia pure solo in lingua inglese, qualche tempo fa, ho scoperto che St.Art aveva la sua &#8220;base&#8221; in alcune sue isole. Chiesi quindi, se era possibile avere un accesso per scoprire cosa avevano &#8220;combinato&#8221; gli alunni dei vari paesi stranieri, coi loro professori. Ma sentiamo cosa mi dice la professoresa, che mi fa da guida per una mia visita d&#8217;eccezione nella &#8220;citt\u00e0&#8221; dei ragazzi: l&#8217;ambiente \u00e8 stato finora chiuso agli estranei, ma adesso rester\u00e0 aperto nello spirito della condivisione delle risorse educative che vengono messe a disposizione di tutti gli educatori, perch\u00e9 possano prendere spunto da quanto \u00e8 stato fatto. In pratica ci troviamo entrambe in una stanza destinata alla socializzazione nella citt\u00e0 di St.Art.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piattaforma adesso \u00e8 stata aperta per consentire non solo di mostrare ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto, ma anche di ascoltare le lezioni audio messe a disposizione dagli insegnanti di Inglese e di Storia dell&#8217; Arte e in questa seconda parte dell&#8217;anno scolastico\u00a0 potrebbero essere utili al programma relativo agli ultimi trend artistici dell&#8217;arte contemporanea, come da programma dei licei artistici, ad esempio, chiudendo un cerchio fra lingua Inglese e la materia d&#8217;indirizzo.\u00a0 Nella opensim in pratica gli alunni hanno avuto accesso fin dall&#8217;inizio ad un citt\u00e0 portuale che rappresentava quartieri degratati da riqualificare. Ogni zona della metropoli era contraddistinto da un colore in base al tema scelto, ad esempio la comunicazione, l&#8217;intelligenza, la socializzazione ecc&#8230; che si potevano scegliere. Gli alunni\u00a0 che entravano, una volta personalizzato il proprio avatar, si recavano dal &#8220;sindaco&#8221; o moderatore, dal quale ricevevano una speciale pass per costruire e acquistare i colori. Dopo i primi contatti i ragazzi stessi hanno chiesto al sindaco che\u00a0 fosse fatta una carta etica sia per i comportamenti idonei, che per i progetti artistici. I comportamenti dovevano essere consoni al cittiadino: erano vietate le parolacce, le prese in giro, all&#8217;inizio abbastanza frequenti, fra studenti di paesi diversi, fra i quali risultavano purtroppo evidenti pregiudizi di vario tipo; una delle regole chieste dai ragazzi riguardava anche la proibizione di costruire sopra il progetto artistico sviluppato da altri. \u00c8 nato quindi un regolamento necessario richiesto &#8220;dal basso&#8221; e non da chi in realt\u00e0 avrebbe potuto farlo senza problemi gi\u00e0 fin dall&#8217;inizio. Questo \u00e8 stato sicuramente uno dei punti di forza del progetto e non stento a crederlo&#8230; L&#8217;esigenza di autoregalamentarsi \u00e8 stata una necessit\u00e0 molto sentita, in un ambiente virtuale dove apparentemente la libert\u00e0 era pressoch\u00e9 totale. Mi spiega ancora la professoressa, che in realt\u00e0 essi non sono mai stati davvero liberi di fare qualunque cosa, almeno entro certi limiti. Ma torniamo al lavoro pratico: la comunicazione e l&#8217;intelligenza erano  solo alcuni dei temi di cui discutere nelle lezioni bisettimanali per  realizzare poi delle modifiche alla citt\u00e0, suddivisa in quartieri di  colori diversi a seconda degli argomenti. La citt\u00e0 andava rimodernizzata, nella zona del porto: inizialmente si pensava che essi dovessero mostrare dei progetti, ma\u00a0 il moderatore ha voluto che i ragazzi potessero &#8220;giocare&#8221; col nuovo strumento,\u00a0 aspettando che da soli trovassero il modo giusto di riqualificare la citt\u00e0. E cos\u00ec \u00e8 stato. Il progetto \u00e8 terminato\u00a0 a maggio, ma i ragazzi (pi\u00f9 di 150, appartenenti a diversi paesi europei), si sono lasciati prendere la mano da un ambiente affascinante e fortemente coivolgente: sono tornati pi\u00f9 volte\u00a0 anche successivamente per costruire e creare altri &#8220;oggetti artistici&#8221;.\u00a0 Quindi, allo stato attuale ci sono costruzioni che da giugno ad oggi sono state messe liberarmente messe in essere dagli alunni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><object width=\"560\" height=\"315\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/CxfqIJE483w?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dato emerso nell&#8217;analisi degli avatar scelti dai giovani \u00e8 che nessuno di loro si \u00e8 presentato come disabile. Questo \u00e8 piuttosto significatico: se devono rappresentarsi, lo fanno senza difetti alcuni, magari senza capelli e con i tatuaggi, quindi provocando con delle immagini per suscitare interesse, ma nessuno di loro ha mostrato handicap alcuni, anche se \u00e8 probabile che nelle scuole di provenienza ve ne siano stati e che come minimo essi siano stati a contatto con portatori di disabilit\u00e0 varie; le connotazioni provocatorie negli avatar potevano anche essere frequenti, per\u00f2 non &#8220;diverse&#8221;. Questo aspetto personalmente mi \u00e8 sembrato piuttosto normale: il disabile che nella realt\u00e0 usa la sedie a rotelle, difficilmente in SecondLife, ripete il suo stato di paraplegico, anzi: riacquista almeno virtualmente ci\u00f2 che nella vita gli manca. Ma lasciamo in disparte un argomento che pu\u00f2 essere delicato e che ancora non ha studi coerenti sugli eventuali effetti positivi che il mondo virtuale pu\u00f2 avere nell&#8217;educazione degli alunni con carenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo a quanto invece concretamente fatto nella citt\u00e0 dai ragazzi, sono state apprezzate in modo significatovo la rappresentazione dell&#8217;uomo 3.0, immaginato come un robot; un gioco aerespaziale di prospettiva, che sono delle strisce pedonali, apprezzabili da certe visuali; \u00a0 il lavoro di un ragazzo, Graam, che ha costuito un terrazzo personale con rappresentazione di marmi dell&#8217;antica Roma, con accanto la piattaforma da discoteca, quindi ha accostato il vecchio col nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 intenzione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi Guglielmo Marconi e del  partenariato sviluppare ulteriormente il progetto presentando la  richiesta di finanziamento all\u2019Agenzia Europea a febbraio. L&#8217;uso della tecnologia per i giovani \u00e8 come una terza mano, utilizzandola nel modo giusto tendiamo a recuperare la motivazione e l&#8217;impegno soprattutto nel primo anno della scuola superiore. Usando le loro modalit\u00e0 comunicative la scuola riapre in qualche modo i battenti alla vita vera dei nostri alunni e tende a richiudersi quello scollamento fra la vita fuori e dentro la scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio la professoressa Daniela Di Marco, che mi ha dato anche informazioni utili intorno alla piattaforma Unity3D e mi ha confermato che la tecnologia opensim, sia pure interessante, gratuita e con possibilit\u00e0 di apertura o chiusura all&#8217;esterno, non \u00e8 ancora messa all&#8217;altezza, specialmente per un uso intenso. Mi anticipa l&#8217;idea di coinvolgere la matematica con Unity3d, in un progetto innovativo, che prender\u00e0 di mira le verifiche e le valutazioni delle competenze per la matematica dei quindicenni (<a href=\"http:\/\/www.taleteproject.eu\/\" target=\"_blank\">www.taleteproject.eu<\/a>) .\u00a0 Entrambi i progetti sono promossi dall<a href=\"http:\/\/www.unimarconi.it\/\">\u2019Universit\u00e0 degli Studi Guglielmo Marconi<\/a> di Roma. Certo spesso, con l&#8217;uso dell&#8217;ambiente virtuale che \u00e8 uno strumento in alternativa o al pari del libro di testo, o ad altri strumenti, si dovr\u00e0 superare un atteggiamento di chiusura di insegnanti che faticano all&#8217;idea di dover modificare la loro metodologia. Ma in questo caso, gli insegnanti del partenariato erano entusisti e molto attivi e si sono messi in gioco loro stessi imparando i nuovi sistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, alla mia domanda del perch\u00e9 ha voluto unire l&#8217;insegnamento dell&#8217;Arte e della lingua Inglese ai mondi virtuali, la risposta mi sembra perfettamente in linea con il mio pensiero: questa didattica potrebbe diventare presto uno strumento che al pari di altri software, potrebbero essere utili a migliorare l&#8217;efficacia dei nostri sforzi educativi.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 appena terminato il progetto ST.ART, di cui avevo gi\u00e0 parlato altrove e dalla cui\u00a0 presentazione ero rimasta affascinata circa un anno fa: la street art era il concetto di base, un&#8217;arte spesso bistrattata e mal considerata, che ha dato invece artisti famosi nell&#8217;ambiente, anche se ancora purtroppo sconosciuti ai pi\u00f9. 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